II° giorno del Natale del Signore
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se io non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato»
Vangelo secondo Giovanni ( 15,18-22. )
Il martire, il testimone, santo Stefano, mi pare abbia tre elementi che oggi lo rendono riconoscibile. E per noi desiderabile.
1. ” Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo “
Il testimone è riconoscibile perchè è un uomo pieno, e lo è davanti a tutti.
Ma per esserlo deve essersi lasciato riempire dalla vita di qualcun altro; il testimone è frutto di un cammino, sempre.
2. ” fissato il cielo, vide la gloria di Dio“
La seconda caratteristica del testimone è che vede, ora.
Se non si cammina alla luce di una presenza si cammina nella nostalgia e nel ricordo, senza più poter essere liberi.
Perchè la libertà è frutto di questo essere, ora, di fronte a ciò che fa vivere.
Questo “vivere alla presenza” scatena poi l’odio del mondo di cui ci parla il vangelo di Giovanni; odio che viene dalla libertà che non è controllabile e quindi permessa.
3. ” Non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione ”
La terza caratteristica del testimone è questo attendere, con amore, la manifestazione di colui che ha preso la vita.
Non si tratta di una strana dipendenza, o del bisogno di avere conferme, ma, piuttosto, di un rapporto vero con colui che ha preso il cuore e la vita.
4.
Ma perché la festa di Stefano subito dopo la festa di Natale?
Per ricordarci che la nascita non è per noi ma per il mondo.
Giorgio Vasari, Lapidazione di santo Stefano, 1571, Chiesa di santo Stefano, Pisa.

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