Santa Famiglia | 25 gennaio 2025

In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

Vangelo secondo Luca ( 2,22-33. )

1. “Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui
Questa frase dice in modo molto netto quello che possiamo considerare lo scopo di ogni famiglia: conoscere Gesù.
L’amore di Giuseppe e di Maria prende una forma nel loro figlio; un figlio che però non è un progetto realizzato , un possesso (tant’è che l’offerta per il tempio si chiama “riscatto” perché Gesù è fino a quel momento di Dio Padre), ma un dono che viene dal Padre.
Esattamente come l’amore che li lega come coniugi.
E quel servire il bambino Gesù svela loro chi è quel figlio e quindi anche chi sono loro, cos’è il loro amore.

Una prima osservazione: nell’amore il buon Dio dona sempre un compito che, preso sul serio, svela che cosa voglia dire la parola amore, quale sia la portata dei rapporti nella coppia.

2. Come accade questa conoscenza commossa e stupita? Perchè questa dinamica la possiamo vedere anche nell’episodio di Gesù che si ferma a Gerusalemme tra i dottori del Tempio.
Due elementi:
portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore
Obbedire alla Legge è un passo che ritorna diverse volte in queste poche righe di vangelo: Maria e Giuseppe fanno quello che è previsto, quello che devono per la legge ebraica.
La cosa potrebbe rischiare di essere considerata come secondaria, ma llora perchè Marco la evidenzia così tanto? Il gesto di Maria e Giuseppe ha la forma della conoscenza di ciò che è giusto per il loro figlio, Maria e Giuseppe stanno mostrando a Gesù per cosa vivono. Donano al figlio la possibilità di vedere che cosa li rende coppia: l’obbedienza alla volontà del Padre.
a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone
Un uomo che attende ma che sa riconoscere Gesù solo per un dono dello Spirito. E questo è un aiuto immenso perché tante volte nella vita nemmeno sappiamo chi sia il bimbo che portiamo in braccio.
Questo significa imparare a prestare attenzione a tutti coloro che incontriamo, possono aiutarci a capire chi portiamo. Chi abbiamo incontrato.
E costoro sono quelli che benedicono.

3. ” Anch’egli lo accolse tra le braccia
La conoscenza di Gesù, il rapporto con lui, la paternità e maternità nei suoi confronti è per tutti: c’è bisogno che il nostro fare famiglia sia una conoscenza di Cristoofferto al mondo.
Altrimenti la famiglia è solo il nido che custodisce i sentimenti, ma che resta troppo fragile nelle tempeste del mondo.


Raffaello Sanzio, Sacra Famiglia Canigiani, 1507, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera.
Non c’è che dire, Raffaello è un grande pittore, molto raffinato e espressivo nel tratto, capace di comporre in armonia tutte le parti dell’opera: personaggi e sfondo; un quadro così dona un bel respiro di pace.
Vorrei solo soffermarmi su san Giuseppe, colui che con il corpo protegge le madri e i loro figli, mi colpisce il suo sguardo rivolto a Elisabetta e non a Maria, come se cercasse in quella donna la conferma di ciò che è stato annunciato a lui: “Se è vero per lei lo sarà anche per me”.
La fede ha sempre bisogno di poggiare sui fatti.


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