Per chi lo desiderasse, un “volenteroso” ha rimesso in ordine la via Crucis che c’è in chiesa a san Pio… cominciando la Quaresima.
Per sempre giovane!
Mi ha sempre fatto un po’ di tristezza vedere talvolta qualcuno solo, in auto, mentre ascolta … musica, parole, dialoghi, o chissà che.
Mi facevano un po’ tristezza, per quella solitudine e per quel luogo precario che é l’automobile. Mi sembravano personaggi fuori luogo, come senza casa.
Fino a ieri.
Avevo iniziato ad ascoltare la registrazione di un incontro mentre andavo a prendere l’auto per andare da mia mamma, e ho continuato ad ascoltare quella registrazione sin sotto la casa cui ero diretto. E anche oltre.
Sono rimasto in auto da solo una decina di minuti mentre le persone mi passavano a lato, sul marciapiede. Una signora è addirittura sobbalzata, mentre mi passava a lato, vedendomi in auto!
Ma quello che stavo ascoltando mi stava interessando così tanto che non potevo permettermi quella mezz’ora di pausa, dovevo “vedere come andava a finire”.
Ieri sera, mentre tornavo dal Duomo, ci ho pensato: che bello avere a sessant’anni qualcosa che ti prende così tanto da farti mettere tutto un istante dopo, da costringerti a fermarti come quando si resta incantati davanti a una cosa bella.
Che cosa ti ha “fermato” ieri?
Taccio invece sulla notizia della chiususra della fase diocesana della beatificazione del don Gius, è fatto troppo grande perché sia io a parlarne. Resta comunque il fatto che sono impressionato dall’idea di aver conosciuto un santo.
dalla liturgia ambrosiana:
VENERDI’ dell’ultima domenica dopo l’Epifania
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Vangelo secondo Marco 13,28-31.
Una delle cose che difettano di più oggi, nel popolo cristiano, è la capacità di giudizio così come la racconta Gesù; nel nostro seguire abbiamo messo da parte il bisogno di giudicare le cose: da bambini c’è chi parla per noi, da adolescenti ci sono gli amici più grandi, da giovani abbiamo quelli che ci affascinano e seguiamo loro, da adulti abbiamo quelli che sono esperti, quelli che ne sanno, … e così ci evitiamo di fare qualsiasi tipo di paragone con il nostro cuore.
Gesù in questo brano ci ricorda due cose che insegnano a dare giudizi veri e belli: occorre sapere che attendiamo il Figlio dell’uomo e che è vicino e, secondo, occorre imparare a cercare e vedere i segni di questa venuta imminente.
Per fare questo, l’abbiamo detto mille e mille volte, occorre imparare a fare silenzio, a guardarsi. Allora potremo scorgere i segni di colui che sta per venire, che sta venendo.
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo terzo
L’ENIGMA COME FATTO
NELLA TRAIETTORIA UMANA
2. Un’ipotesi che non è più solo un’ipotesi
La domanda: «E’ vero che Dio è intervenuto nella storia?» è allora costretta soprattutto a riferirsi a quella pretesa senza paragone che rappresenta il contenuto di un ben preciso messaggio, è costretta a diventare quest’altra domanda: «Chi è Gesù?». Il cristianesimo sorge come risposta a questa domanda.
Siamo arrivati al dunque: scoprire chi sia Gesù è davvero la questione della vita, una questione imprescindibile e totalizzante. Se non si arriva a fare quella ricerca resteremo sempre nella condizione di chi deve ragionare in astratto, per supposizioni e sempre senza la minima prospettiva di certezza.
Scoprire che sia Gesù è mettersi nella discussione sul senso con una carta non solo certa ma, direi, oggettiva: se c’è è per tutti.
Buon fine settimana di carnevale,
donC

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