Gratuità.
Ieri sera cena con i professori del “poli”, incontro mensile di confronto e di compagnia, cercando di aiutarsi a stare nel posto di lavoro riscoprendo le ragioni e lo scopo del fare la carriera in Accademia.
Il gruppo è composto da un numero variabile di presenti che possiamo dire tra i venti e i trenta. Un luogo davvero inaspettato e che continua da moltissimi anni, ben prima che arrivassi io a san Pio.
Ma la cosa che ieri sera mi ha colpito è la gratuità di tre studenti che ci hanno preparato un succulento risotto e poi hanno partecipato alla cena senza quasi sapere di che cosa trattasse il nostro incontro. Finita la cena si sono poi prodigati per oltre un’ora a sistemare tutto quanto.
Questi sono i giovani che conosco io. Ed è un regalo immenso.
dalla liturgia ambrosiana:
GIOVEDI’ della I° settimana di QUARESIMA
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».
Vangelo secondo Matteo 5,20-26.
In un mondo di gente perennemente arrabbiata così non si salva più nessuno! E infatti ora, come non mai, va di moda la soppressione, anche fisica, dei problemi, l’altro lo si elimina, magari non fisicamente ma lo si elimina.
Tutto questo rende ancora più impressionante ciò che Gesù ci chiede: lasciare l’offerta e andare a riconciliarsi, in queste parole, viene prima del culto a Dio, per quanto uno lo desideri e lo cerchi. E non importa se hai ragione o torto, ti è chiesto di andare prima a riconciliarti. E non importa nemmeno se per “chiudere” la questione vai a confessarti, prima devi andare in faccia all’altro a chiedere perdono. Non c’è via di fuga.
Essere di Cristo è davvero un grande impegno!
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo terzo
L’ENIGMA COME FATTO
NELLA TRAIETTORIA UMANA
3. Un problema che deve essere risolto
Ecco perché la società così spesso non vuol saperne di questo annuncio, vuole confinarlo nelle chiese, nelle coscienze. Ciò che disturba è proprio la percezione della enormità dei termini del problema: che Egli sia o non sia esistito; meglio, constatare o non constatare che Egli sia, o sia esistito, questa è la decisione più grande dell’esistenza.
Di questa forza che cosa abbiamo? Giussani ci interpella con grande impeto, quasi con violenza, come se da queste righe dovesse scaturire il nostro vero sguardo alla vita: constatare o meno che Cristo sia esistito è la decisione più grande della vita?
Io per primo, se mi fosse chiesto qual è la decisione più importante della mia vita, non avrei detto quella che Giussani indica, e questo mi aiuta a percepire la grandezza e la forza di questa stessa scelta; la pretesa che sia la cosa più grande mi indica la portata di quel fatto, che ho visto e incontrato. Ancora oggi mi ritrovo a scoprire che quell’incontro è stato il momento della mia vera nascita.
Buon giovedì,
donC

Lascia un commento