Martedì 17 marzo 2026

Mondiali!
Se passavi ieri sera, ora di cena, a san Pio potevi trovare una decina almeno di strani personaggi con delle improbabili maglie di calciatori famosi; le glorie del passato erano tutte presenti, e c’erano anche alcuni campioni contemporanei.
Il cibo servito, e il bere, erano corrispondenti ad alcune delle località dei mondiali di calcio “storici”: Messico in testa, visto che da lì venivano quasi tutte le leccornie servite ai tavoli degli amici. 
Si stava svolgendo la “merenda”, un apericena che al Poli offrono a tutta la comunità quelli che hanno terminato gli esami della magistrale e che si apprestano alla tesi di laurea.
E non c’erano solo gli amici più “giovani”, c’era anche una buona fetta dei laureati degli ultimissimi anni; insomma il solito “nugolo” di persone che gira intorno al Poli.



Era dal mattino che ogni tanto mi affacciavo in cucina a vedere il procedere dei lavori, e fino a sera tarda ho potuto solo constatare la letizia del dare. Pensateci: 10/15 persone che lavorano tutta una giornata per offrire una cena con scenografie, musiche e costumi annessi, ai loro amici, almeno 150 persone, tutta gente che, approfittando della gratitudine dei compagni più grandi, viene, mangia, beve e se ne va.


A fine serata ho visto bellissimi volti, stanchi e felici.
“C’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20,35).
Occorre solo avere voglia di darsi completamente, e insieme è possibile.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

Vangelo secondo Matteo 7,6-12.

Quel giudizio, “non date”, mi suona davvero duro se penso alla misericordia di Gesù che invece continua a dare sempre senza stancarsi mai. E poi come faccio a sapere chi sono i “cani” e i “porci” che non meritano gli si dia il tesoro prezioso che abbiamo ricevuto? C’è davvero qualcuno cui è inutile annunciare il regno di Dio che a noi è stato donato di incontrare?
Il punto credo stia nelle righe successive: la condizione per ricevere è la domanda, solo che nessuno sa che cosa si debba cercare e chiedere se non dopo l’averlo incontrato. La domanda cui Cristo credo alluda è quella che chiamiamo inquietudine, l’uomo che vive desiderando e cercando un di più per la propria vita e questo desiderio è il ponte dell’incontro con Lui, è la domanda del paradiso che il buon ladrone farà a Gesù sulla croce.
Amare quella inquietudine che certe volte ci assale è amare la strada che ci porta a chiedere che Gesù venga … e che noi si possa stare con Lui.


Non sappiamo tutto della vita di Gesù, non solo dei trent’anni di vita nascosta ma anche dei tre di vita “pubblica”. Chi ha vissuto con lui non ha mai avuto il problema di raccontarci tutto ma solo e sempre quello di darci l’idea di che razza di uomo fosse e di quale fosse la sua pretesa.
Cristo ha potuto chiedere tutto perché ha dato tutto, non perché ci ha spiegato tutto.


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