Venerdì 10 aprile 2026

Quelli di “scienze” ieri sera hanno scelto di cenare insieme e poi di vedere il video di presentazione di Marco Gallo che trovate anche su youtube. Un gesto semplice e familiare.
Io quel video l’avevo già visto però dietro le pressanti richieste di diversi ragazzi mi sono accodato nel momento della visione.
Per una ragione molto semplice: volevo vedere come avrebbero reagito a una “spinta” così impetuosa; io personalmente ho cominciato a desiderare di essere affamato di felicità allo stesso modo di Marco.
Così, alla fine del video, tornate le luci in salone, ero piuttosto preparato al silenzio che c’è stato. Come quando le persone sono scioccate da qualcosa di grande e imprevisto.

Poi ho dovuto cedere e riconoscere che è proprio vero che Gesù ha vinto la morte se ci possono essere migliaia di persone che seguendo un ragazzo morto a diciassette anni possono desiderare una vita più bella e grande. E non solo di avere di più.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».

Vangelo secondo Marco 16,1-7.

“Ungere il corpo di Gesù”. Questo gesto mi colpisce sempre perchè parla d’amore: solo chi ama si preoccupa di questi particolari, e se ne occupa materialmente. Che dono immenso l’amicizia di queste donne che continuano ad essere discepole di Gesù anche quando sembra che tutto sia finito male! Chi non vorrebbe essere amato di un amore ugualmente fedele?
E la cosa profondamente umana è che l’amore non fa scomparire le preoccupazioni umane delle tre donne: “chi sposterà la pietra?”, c’è la preoccupazione ma loro vanno comunque al sepolcro, anche sapendo che si troveranno ad affrontare un problema che potrebbe sbarrare loro il passo.

Anche oggi una cosa che impressiona è il collegamento tra annuncio e missione: ascoltare che Gesù è risorto significa avere il compito di portarne la notizia. Abbracciare la notizia della vita risorta è immediatamente fonte di una nuova moralità.


Si tratta della continuazione del brano di ieri: la coscienza del fatto decisivo della vita arriva poi, da principio è solo un fatto che colpisce, che affascina, poi, nel tempo, il seme cresce e si sviluppa, sino a diventare la pianta immensa della Chiesa: coloro che sono stati presi da quell’incontro che alimenta il presente pur essendo accaduto nel passato.


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