Lunedì 18 maggio 2026

Nonostante l’orchestrina jazz che suonava in piazza Leo, se vi fosse capitato di passare verso le 21 di ieri sera vicino a san Pio forse avreste sentito risuonare un mottetto. Sì, forse anche se foste passati in strada.
Ascoltavo “a nastro” il suggerimento di un’amica che me lo ha inviato a proposito del vangelo di ieri
Abendlied di Josef G. Rheinberger
il testo è semplicissimo:
Resta con noi, perché si sta facendo sera,
E il giorno volge al termine,
O, resta con noi, perché si sta facendo sera.

“Resta con noi”, le prime parole del testo, in tedesco: Bleib bei ums, sono davvero capaci di rendere la struggente supplica di quei due uomini tristi, fino a farla mia; altrettanto interessante è quel coro di sei voci diverse che chiedono tutte la stessa cosa, in tempi e momenti loro, proprio come capita a ciascuno di noi.
il tramonto di ieri sera mi ha così riempito di struggimento per quella preghiera al Dio che non è qui ma ci fa compagnia, camminando con noi.

Non scordate una preghiera per quel dono immenso che è papa Leone XIV, oggi cade il primo anniversario della sua elezione. Per questo dono ne sia lodato il cielo!


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Vangelo secondo Matteo 9,14-15.

Gesù è salito al cielo; dovrebbe essere il tempo dell’assenza e del digiuno; ma per la Chiesa non è mai stato così, ora Gesù non c’è ma la sua presenza continua ad essere per noi motivo di festa: Gesù è vivo e presente, porta su di sè ogni singolo uomo e porta i credenti alla salvezza.
Ma allora quando saranno i giorni in cui lo sposo sarà tolto? Credo siano i giorni in cui i credenti non vivranno più alla presenza di Gesù; Lui sparisce quando siamo capaci di vivere come se Lui non ci fosse, come se non l’avessimo incontrato. Ricordiamolo sempre: non è Lui ma noi che rinneghiamo.
Quando penseremo di saperci nutrire da soli, allora inizierà il digiuno.


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Il Concilio Vaticano II ha voluto dedicare l’ultimo capitolo della Costituzione dogmatica sulla Chiesa alla Vergine Maria (cfr Lumen gentium, 52-69). Ella «è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, figura ed eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità» (n. 53). Queste parole ci invitano a comprendere come in Maria, che sotto l’azione dello Spirito Santo ha accolto e generato il Figlio di Dio venuto nella carne, si possano riconoscere sia il modello, che il membro eccellente e la madre dell’intera comunità ecclesiale.

Lasciandosi plasmare dall’opera della Grazia, venuta a compiersi in Lei, e accogliendo il dono dell’Altissimo con la sua fede e il suo amore verginale, Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa tutta è chiamata ad essere, creatura della Parola del Signore e madre dei figli di Dio generati nella docilità all’azione dello Spirito Santo. In quanto, poi, è la credente per antonomasia, in cui ci è offerta la forma perfetta dell’incondizionata aperturaal mistero divino nella comunione del popolo santo di Dio, Maria è membro eccellente della comunità ecclesiale. In quanto, infine, genera figli nel Figlio, amati nell’eterno Amato venuto fra noi, Maria è madre della Chiesa tutta, che a Lei può rivolgersi con confidenza filiale, nella certezza di essere ascoltata, custodita e amata.

Si potrebbe esprimere l’insieme di queste caratteristiche della Vergine Maria parlando di Lei come della donna icona del Mistero. Con il termine donna si evidenzia la concretezza storica di questa giovane figlia d’Israele, cui è stato dato di vivere la straordinaria esperienza di diventare la madre del Messia. Con l’espressione icona si sottolinea che in Lei si realizza il duplice movimento di discesa e di ascesa: in Lei risplendono tanto l’elezione gratuita da parte di Dio, quanto il libero consenso della fede in Lui. Maria è pertanto la donna icona del Mistero, cioè del disegno divino di salvezza, celato un tempo e rivelato in pienezza in Gesù Cristo.

Il Concilio ci ha lasciato un chiaro insegnamento sul posto singolare riservato alla Vergine Maria nell’opera della Redenzione (cfr Lumen gentium, 60-62). Ha ricordato che unico Mediatore di salvezza è Gesù Cristo (cfr 1 Tm 2,5-6) e che la sua Madre Santissima «in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia» (LG, 60). Al tempo stesso, «la beata Vergine, predestinata fino dall’eternità, all’interno del disegno d’incarnazione del Verbo, per essere la madre di Dio, […] cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, coll’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo ella è diventata per noi madre nell’ordine della grazia» (ibid., 61).

Nella Vergine Maria viene a specchiarsi anche il mistero della Chiesa: in Lei il popolo di Dio trova rappresentati la sua origine, il suo modello e la sua patria. Nella Madre del Signore la Chiesa contempla il proprio mistero, non solo perché vi ritrova il modello della fede verginale, della carità materna e dell’alleanza sponsale, cui è chiamata, ma anche e soprattutto perché riconosce in lei il proprio archetipo, la figura ideale di ciò che è chiamata ad essere.

Come si può vedere, le riflessioni sulla Vergine Madre raccolte nella Lumen gentium ci insegnano ad amare la Chiesa e a servire in essa il compimento del Regno di Dio che viene e che pienamente si realizzerà nella gloria.

Lasciamoci allora interpellare da tale sublime modello che è Maria, Vergine e Madre, e chiediamo a Lei di aiutarci con la sua intercessione a rispondere a quanto ci viene domandato attraverso il suo esempio: vivo con fede umile e attiva la mia appartenenza alla Chiesa? Vi riconosco la comunità dell’alleanza che Dio mi ha donato per corrispondere al suo amore infinito? Mi sento parte viva della Chiesa, in obbedienza ai pastori dati da Dio? Guardo a Maria come modello, membro eccellente e madre della Chiesa, e chiedo a Lei di aiutarmi a essere discepolo fedele del suo Figlio?

Sorelle e fratelli, lo Spirito Santo, disceso su Maria e invocato da noi con umiltà e fiducia, ci doni di vivere pienamente queste stupende realtà. E, dopo aver approfondito la Costituzione Lumen gentium, chiediamo alla Vergine di ottenerci questo dono: cresca in tutti noi l’amore per la Santa Madre Chiesa. Così sia!


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