Avevo deciso di non andarci, alla diaconia di ieri sera; c’era quel vento fresco che portava nuvole, mentre il telefono mi aveva avvertito del pericolo imminente di temporali, e io ci speravo: ero al coperto, non avevo appuntamenti e anche l’auto era parcheggiata con una copertura sopra il tettuccio.
Inoltre avevo voglia di continuare a leggere il romanzo che ho iniziato.
Avevo già cancellato l’impegno e mi ero messo a fare altro.
Poi mi è arrivata una telefonata: “puoi portare una ragazza con te?”, non potevo dire che avevo cambiato idea, ho dovuto partire. E come sempre è stata una cosa conveniente: ho conosciuto una nuova amica e anche l’incontro mi ha dato non pochi spunti per riflettere e per lavorare.
Questo fatto mi ha colpito perché davvero è un Altro che decide della nostra strada; possiamo fare progetti e calcoli, anche senza commettere errori, ma solo Lui può piegare la realtà delle nostre scelte alla sua volontà.
Domandiamo la libertà di saper obbedire alle sue richieste.
dalla liturgia ambrosiana:
MARTEDI’ della V° domenica dopo PENTECOSTE
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Vangelo secondo Luca 8,16-18.
Se non altro, dopo aver detto che condividiamo le parole di Gesù, dovrebbe venire spontaneo provare a dire se davvero nella nostra vita c’è una lampada accesa. Perché credo che per molti la lampada sia accesa su di sé. Quanti vivono alla luce del proprio ego!
“A chi ha sarà dato”, andrebbe bene come occasione per riporre la stessa domanda di prima: sappiamo che cosa abbiamo? Conosciamo ciò che abbiamo avuto in dono? Perché mi pare che la smemoratezza sia la vera protagonista di queste parole di Gesù: scodiamo che cosa ci è accaduto e, nel presente, non sappiamo riconoscere il dono della nostra vita: l’incontro con Lui.
Domandiamo semplicemente che ci possa essere fatta la grazia di una Memoria sempre più viva.
Buon martedì,
donC

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