XII° dopo PENTECOSTE | 16 agosto 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie». Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Vangelo secondo Matteo (11, 16-24.)

Non c’è dubbio che la domanda di Gesù: ” A chi paragonerò questa generazione? ” serva ad introdurre, anche questa domenica, la preoccupazione del credente sul senso dell’essere proprio essere discepolo.
Il discepolo di Gesù da cosa è riconoscibile? Giovanni Battista non poteva andare bene perché asceta, Gesù non va bene alla stassa maniera perché invece è troppo umano e libero.
E così è ancora oggi tra noi : per qualcuno essere cristiano significa vivere certe forme, per altri sembra che contino le forme contrarie.

Ma la sapiena è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie
La sapienza è il gusto della vita, è ciò che ci dona passione e speranza nelle cose che facciamo o che ci accadono, ma è una cosa che non si può né spiegare né donare agli altri.
Ciò che rende riconoscibile la sapienza, come accade con il sale, è vedere che con essa le cose cambiano, cambia la vita.

Allora
E’ come un punto di svolta. Gesù rimprovera non chi non lo segue ma piuttosto coloro che più hanno goduto della sua presenza.
Mentre il lamento di Gesù è sempre più forte verso coloro che sono stati a lui più vicini.
Noi invece, pensando che siamo suoi amici, riteniamo di dover essere guardati con un occhio di maggiore riguardo rispetto a tutti gli altri.
Mentre la cosa che Gesù chiede è solo la conversione e non la vicinanza a lui.
Il disceoplo di Gesù, come ogni vero innamorato, ci tiene ad essere sempre più vicino a chi ama, a conoscere sempre più l’altro, ad amare in modo sempre più grande.

Ecco quindi la caratteristica che questo vangelo ci indica: il disceoplo è uno che si sta convertendo.



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