Laureato!
Stavo mettendo un pò di ordine in casa, con le finestre spalancate per cambiare aria, così, inevitabilmente, vedevo che la piazza sotto di me brulicava di persone che andavano e venivano agghiandate a festa per il gran giorno delle lauree triennali.
Una tappa non da poco nel cammino dell’università.
Ad un certo punto intravvedo, disfando il letto, un papà (credo) che con maestria e solerzia sistemava la cravatta al proprio pargolo, che magari sa bene di algoritmi e funzioni, ma che forse non sa fare un nodo decente alla cravatta.
Certo, lo so, una persona non si misura da questo e io stesso non saprei bene come comportarmi con una cravatta da sistemare; del resto credo di non aver mai nemmeno allacciato il colletto della camicia, o se l’ho fatto, ma non ne sono sicuro, è stato per parlare con il Papa. Ma il punto per cui racconto di questa inezia è per altro.
Sabato mi aveva scritto un’amica dicendomi che con il marito si sono fatti carico di aiutare la “comunicazione” per la causa di beatificazione di Marco Gallo. E da sabato ho costantemente in mente quel ragazzo pieno di vita, che non ha letteralmente sciupato nemmeno un minuto dei suoi 17 anni. E poi amava la montagna e l’atletica!
Io mi perdo con i nodi della cravatta ma lui guardava altro, e se l’è goduta infinitamente più di me.
Quindi, come avevo promesso ai miei amici, faccio uno spot a Marco Gallo:
Sabato 7 marzo, giorno del compleanno di Marco, dalle 9 sarà possibile seguire l’apertura del processo di canonizzazione a questo link
https://youtube.com/@chiesadimilano?si=vgWj1VTqZPltTmrk
Successivamente sarà messo sul canale di YouTube dedicato a Marco Gallo un video documentario che troverete a questo link youtube
dalla liturgia ambrosiana:
GIOVEDI’ della II° settimana di QUARESIMA
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Vangelo secondo Matteo 6,1-6.
Potremmo anche non sapere bene che cosa sia la preghiera, di certo credo che sia ben chiaro da questo testo che la preghiera è comunque un gesto “segreto”. non nel senso di nascosto ma di così personale, intimo, da essere custodito come una cosa preziosa, che non si può raccontare a tutti.
Ci sono cose che non raccontiamo, se non rarissimamente, e che sono in realtà capaci di custodire la vita come poche altre. Quando con il pensiero si torna a lì la vita, magari solo per poco, ma si infiamma.
Segreto deriva da secernere, è il succo di ciò che stiamo vivendo. Con il Padre e con gli amici
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo terzo
L’ENIGMA COME FATTO
NELLA TRAIETTORIA UMANA
4. Un problema di fatto
L’esperienza religiosa è proprio la coscienza vissuta della piccolezza dell’uomo, della incommensurabilità del mistero. … Quanto più un uomo ha il genio del religioso tanto meno sente la tentazione di identificarsi col divino.
Basta pensare alla bellezza per come l’abbiamo sperimentata nella nostra vita: un’alba, una montagna, un rapporto, un gesto, uno sguardo, … e potremmo continuare all’infinito. In quei momenti è evidente la grandezza del mistero che fa le cose e la piccolezza infinita di chi quella bellezza accoglie come dono.
Credo che l’idea di fascino sia la cosa più indicata per spiegare queste parole di don Giussani. E al fascino che incontri vorresti solo dare tutto, non ti viene nemmeno in mente di metterti al suo posto.
Buon giovedì,
donC

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