Giovedì 5 marzo 2026

Laureato!
Stavo mettendo un pò di ordine in casa, con le finestre spalancate per cambiare aria, così, inevitabilmente, vedevo che la piazza sotto di me brulicava di persone che andavano e venivano agghiandate a festa per il gran giorno delle lauree triennali.
Una tappa non da poco nel cammino dell’università.
Ad un certo punto intravvedo, disfando il letto, un papà (credo) che con maestria e solerzia sistemava la cravatta al proprio pargolo, che magari sa bene di algoritmi e funzioni, ma che forse non sa fare un nodo decente alla cravatta.

Certo, lo so, una persona non si misura da questo e io stesso non saprei bene come comportarmi con una cravatta da sistemare; del resto credo di non aver mai nemmeno allacciato il colletto della camicia, o se l’ho fatto, ma non ne sono sicuro, è stato per parlare con il Papa. Ma il punto per cui racconto di questa inezia è per altro.

Sabato mi aveva scritto un’amica dicendomi che con il marito si sono fatti carico di aiutare la “comunicazione” per la causa di beatificazione di Marco Gallo. E da sabato ho costantemente in mente quel ragazzo pieno di vita, che non ha letteralmente sciupato nemmeno un minuto dei suoi 17 anni. E poi amava la montagna e l’atletica!
Io mi perdo con i nodi della cravatta ma lui guardava altro, e se l’è goduta infinitamente più di me.
Quindi, come avevo promesso ai miei amici, faccio uno spot a Marco Gallo:

Sabato 7 marzo, giorno del compleanno di Marco, dalle 9 sarà possibile seguire l’apertura del processo di canonizzazione a questo link
https://youtube.com/@chiesadimilano?si=vgWj1VTqZPltTmrk

Successivamente sarà messo sul canale di YouTube dedicato a Marco Gallo un video documentario che troverete a questo link youtube


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Vangelo secondo Matteo 6,1-6.

Potremmo anche non sapere bene che cosa sia la preghiera, di certo credo che sia ben chiaro da questo testo che la preghiera è comunque un gesto “segreto”. non nel senso di nascosto ma di così personale, intimo, da essere custodito come una cosa preziosa, che non si può raccontare a tutti.
Ci sono cose che non raccontiamo, se non rarissimamente, e che sono in realtà capaci di custodire la vita come poche altre. Quando con il pensiero si torna a lì la vita, magari solo per poco, ma si infiamma.
Segreto deriva da secernere, è il succo di ciò che stiamo vivendo. Con il Padre e con gli amici


Basta pensare alla bellezza per come l’abbiamo sperimentata nella nostra vita: un’alba, una montagna, un rapporto, un gesto, uno sguardo, … e potremmo continuare all’infinito. In quei momenti è evidente la grandezza del mistero che fa le cose e la piccolezza infinita di chi quella bellezza accoglie come dono.
Credo che l’idea di fascino sia la cosa più indicata per spiegare queste parole di don Giussani. E al fascino che incontri vorresti solo dare tutto, non ti viene nemmeno in mente di metterti al suo posto.


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