II° di QUARESIMA | 1 marzo 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Vangelo secondo Matteo ( 4,5-42. )

1. “Dammi da bere “.
Credo che queste parole siano per me, per questo anno, il centro di questo lungo racconto evangelico.
Perché è questo domandare di Gesù che provoca poi tutti i fatti e le domande della donna Samaritana, così come Giovanni ce le racconta in questo stupendo brano.
Gesù chiede.
E per quel suo chiedere noi lo incontriamo.
Una richiesta, c’è da sottolinearlo, che non sposta la questione, è tutta legata a ciò che si deve fare: chiede acqua a una che sta andando al pozzo ad attingere. Chiede a me ciò che posso dargli facendo quello che devo.
Fa così con la Samaritana e fa così con ogni uomo.

La vita nuova si spalanca davanti a chi decide di prendere sul serio la sua richiesta:

2. ” Come mai chiedi a me?
La richiesta di Gesù mette in gioco la domanda sul senso, sul nesso con Lui. Perché Gesù mi chiedi questa cosa? domanda che tutti abbiamo avuto un sacco di volte.
Lui però risponde non persuadendo, semplicemente prospetta e augura una pienezza: non avrai più sete.

3. ” Signore, non hai un secchio …
Immediatamente stare alla domanda di Gesù genera la verifica delle sue parole.
La Samaritana non chiude la questionema chiede come possa accadere.

4. “Signore, …, dammi quest’acqua
Nella donna Samaritana, realizzata la possibilità della promessa, nasce la domanda. Che lo si riconosca o meno il nostro pregare nasce sempre così: da una speranza.
Ma che grazia poterlo fare avendo la coscienza della Sua promessa; non è solo qualcosa che nasce dal cuore, è anche il frutto di un dialogo.

5. ” Non ho marito
Vedo che sei un profeta
La promessa di Gesù, l’adesione della Samaritana, generano un rapporto dove ci si può dire tutto senza paura.
Senza dover temere il giudizio dell’altro.
Fino a riconoscere che “sia lui il Cristo”.

6.
In conclusione: se vogliamo anche solo avvicinarci allipotesi che l’incontro con Gesù, assetato e stanco, sia l’incontro con il Messia, dobbiamo imparare a guardare il nostro quotidiano andare a prendere l’acqua come a una strada, un metodo.


Angelica Kauffman, Cristo e la Samaritana al pozzo, 1796, Pinacoteca nuova, Monaco.

Ho scelto di mostrarvi quest’opera perchè è dipinta da una donna, e lo si vede bene nel come è stata ritratta la Samaritana: una donna fatta di carne, concreta e umana, mentre Gesù è in una posa quasi astratta, come uno che sta facendo un discorso altisonante e impegnativo. La donna capisce la vita, Gesù la spiega. Ecco, per gli uomini, la bellezza della vita matrimoniale cristiana.


Commenti

Una risposta a “II° di QUARESIMA | 1 marzo 2026”

  1. Lucia

    Riflessione profonda. Ne ho per tutta la Quaresima.

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