Sabato non c’è stata la finale di Sanremo ma, nonostante si continui a sviare l’attenzione, l’inizio di un’altra terribile e ingiusta guerra. Ingiusta perché non esiste fonte di diritto nel gesto di attaccare un paese “preventivamente”. Come se dovessimo arrestare tutti quelli che hanno la faccia da “brutto ceffo”, perchè la loro faccia non ci ispira.
Sarebbe sbagliato.
Ma quello che mi interessa è la percezione che dentro quella logica pian piano ci stiamo scivolando tutti.
Ieri a pranzo, ero con alcuni amici sposati, mi hanno raccontato questo episodio: una volta invitavi gli amichetti di tuo figlio a giocare a casa, perché stessero insieme e si frequentassero oltre l’orario delle lezioni; li controllavi da lontano e se serviva intervenivi, ma normalmente era solo per annunciare che la merenda era pronta.
Ieri dicevo, mi è stato raccontato un episodio come quello sopra descritto solo che il padre del bimbo invitato non ha “solo” accompagnato il figlio ma è rimasto anche lui per tutto il tempo che il figlio è stato in quella casa. Oltre tre ore. Il padre ospitante ne è rimasto imbarazzatissimo perché a un certo punto nessuno dei due sapeva più nè cosa dire né cosa fare.
Un altro papà presente al pranzo mi diceva che in effetti la cosa è ormai normale alle feste di compleanno: ci sono degli “intrattenitori” professionisti per far divertire i ragazzi mentre tutti i genitori sono lì a fianco, ad aspettare.
Così cominciano le guerre; basta non fidarsi di chi ci sta vicino.
dalla liturgia ambrosiana:
LUNEDI’ della II° settimana di QUARESIMA
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».
Vangelo secondo Matteo 5,27-30.
Chi non commette adulterio? Chi non ne ha mai commessi? Se l’uomo è costituito dal desiderio infinito di infinito, per non desiderare occorre smettere di essere uomini. Quindi cosa significano le parole di Cristo?
Credo che qui si debba usare l’antico vocabolo di concupiscenza; il punto non è il desiderio ma il vivere bramando e progettando di possedere ciò che non abbiamo, ciò che non ci è dato. Quando il desiderio di avere diviene bramosia allora nasce lo scandalo, che, lo sappiamo, significa inciampo. Deisderare bramando è un inciampo alla vita perché le impedisce di compiere ciò per cui c’è: la pienezza e la felicità degli uomini.
Per questo vale la pena perdere qualcosa di sé: essere felici è meglio del possedere.
Lo scorso mercoledì, 25 febbraio il papa Leone non ha tenuto la solita udienza sui documenti del Concilio, per questo riprendiamo la SdC.
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo terzo
L’ENIGMA COME FATTO
NELLA TRAIETTORIA UMANA
3. Un problema che deve essere risolto
Nessun’altra scelta che la società può proporre o l’uomo immaginare come importante ha questo valore. E ciò suona come un’imposizione; affermare il contenuto cristiano sembra dispotismo.
Quella che poche righe prima era definita come la scelta decisiva dell’esistenza, ora viene rilanciata per metterci di fronte a quella obiezione che è di molti: come se si dicesse che la verità non si può pretendere che sia accolta da tutti; che Cristo sia accaduto, e che sia accaduto nella mia vita è un fatto che posso nascondere ma che non potrò mai negare.
Accogliamo l’idea che sia capitato a ciascuno, perché possiamo cominciare a desiderare che sia per tutti.
Buona settimana,
donC

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