“Se tu non servi, non servi”
disse papà Cevoli al piccolo Paolo
In un simpaticissimo video mi sono imbattuto in queste affermazioni, la seconda aiuta a chiarire l’apparente criticità della prima: “Il cameriere ha in sé lo scopo di tutti i lavori, che è quello di servire”.
Queste parole del papà di Paolo Cevoli le ho sentite, molto simili, dalla viva voce di don Giussani; anche lui diceva che nella vita, come seconda opzione, avrebbe voluto fare il cameriere. Per la medesima ragione.
Riprendendo queste parole il servire, come orizzonte della vita, sembra essere l’aspirazione più grande che un uomo possa avere. Ma come sta questo con la nostra voglia di “fare carriera”, di essere riconosciuti, di avere una vita tranquilla? Come si può pensare che dare tutto per gli altri sia la cosa più bella?
Innanzitutto devo guardare a ciò che mi è accaduto: ho visto tanti dare la vita per gli altri e questo mi ha sempre stupito perché chi serve è “pieno” di qualcosa che va ben oltre la mera soddisfazione. E, secondo, mi è stato sempre d’aiuto rendermi conto che i miei pochi e stiracchiati sì mi hanno portato doni e grazie infinitamente più grandi di quello che avevo messo in gioco io.
Fare il cameriere è un investimento in pienezza; chiede tutto e offre il centuplo!
dalla liturgia ambrosiana:
Lunedì della III° di QUARESIMA
In quel tempo.
Vangelo secondo Matteo 6,7-15.
Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
La grande preghiera dei cristiani!
L’unico modo di non sprecare parole.
Basterebbe tornare a questo insegnamento di Gesù per avere tanti frutti di grazia; certe volte cerchiamo preghiere che ci possano corrispondere, che possano colpirci e dire di noi. Ma Gesù ci ha detto “pregate così”. Una cosa semplice ma che non risponde, all’apparenza, alla nostra sete di infinito; abbiamo sempre bisogno di un’altra parola, di un’ultima immagine, di un’ulteriore spiegazione, mentre nel Padre nostro c’è davvero tutto: dalla richiesta di ciò che nutre il corpo, alla richiesta di perdono, alla domanda di vincere la tentazione.
Semplicemente oggi proviamo a riscoprire questa preghiera, magari recitandola.

Scuola di Comunità
IL SENSO RELIGIOSO
Capitolo 11
Esperienza del segno
6. Scoperta della ragione
La ragione è esigenza di comprendere l’esistenza; vale a dire la ragione è esigenza di spiegazione adeguata, totale dell’esistenza.
La ragione non serve per “ragionare” ma per comprendere l’esistenza e tutto ciò che in essa accade. Sembra cosa da poco ma credo vada tenuta presente in questo tempo in cui la ragione è così parcellizzata da rendere quasi invisibile, o non interessante, lo scopo di tutto.
Dopo tante e tante pagine sull’uso corretto della ragione, sull’analisi dei meccanismi della conoscenza, dopo aver indagato l’uomo, emerge in modo pieno la questione del senso.
Buona settimana,
donC
Lascia un commento