Martedì 13 gennaio 2026

Come solito.
Dal punto di vista del “lavoro” le vacanze natalizie per me sono sempre state la premessa di un maggiore impegno. Quando sono in vacanza le persone sono più tranquille, passano più tempo insieme e … decidono di sposarsi. Così, finite le vacanze a poco a poco arrivano dal prete per info, per sapere del corso, o per capire cose strane connesse al Matrimonio.
E così puntualmente accade ad ogni vacanza estiva o natalizia; mentre a Pasqua succede meno perchè sono pochi giorni. Ma qualcuno anche nei tre giorni di Pasqua riesce a metterci l’idea.

L’osservazione, in sé, così banale, mi colpisce sempre perché è l’indice del fatto che occorre un attimo di bellezza, di respiro, anche per accorgersi e decidersi per ciò che si desidera davvero; la frenesia della vita ci può apparentemente appiattire ma non ci può togliere l’amore ma ce lo fa mettere tra parentesi, e lui resta lì, buono buono, apparentemente quieto, finché non arriva l’occasione la crepa che lascia fuoriuscire quel desiderio che ben presto diviene bisogno e necessità. Come è vero che l’amore vince sempre! E io ne sono testimone.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Dopo che Giovanni fu arrestato, il Signore Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Vangelo secondo Marco 1,14-20.

Se il tempo si “è compiuto” con l’arresto del Battista allora quel tempo è anche oggi. E vivere con l’idea del tempo che si compie ora è davvero interessante: i momenti che stiamo vivendo portano tutti a chiedersi che cosa sarà, che cosa verrà, ma il tempo è compiuto ora, non c’è un’altra perfezione da aspettare, un’altro luogo da costruire.
A quello che c’è oggi non manca nulla perché si possa riconoscere e vedere la venuta di Cristo, che è la cosa che serve agli uomini. Anche oggi, con la violenza che imperversa, con la democrazia che va un pò come va, con la libertà che c’è a scatti, anche oggi Cristo viene.
Certo dovremmo considerare che anche per noi il Battista è venuto, cioè che ci è stato dato un precursore che ci ha reso attenti a cogliere la venuta di Cristo in mezzo a tutti gli incontri che facciamo. Anche perchè la pienezza del tempo è data proprio da qualcuno che Lo indica.

C’è poi da commuoversi: non solo Gesù ci viene incontro ma anche manda qualcuno che lo indichi, perché siamo così piegati su noi stessi che altriemnti la sua venuta nella carne non basterebbe.
Chi ci ama così può essere solo il bene della vita.


L’uomo per non essere precario deve avere un luogo dove vivere il rapporto con il mistero, ecco la ragione della Compagnia! La comunità cristiana non c’è per non sbagliare, per sostenersi ma solo per vivere il rapporto con il mistero.
Potrebbe sembrare cosa da poco ma basta guardare alle amicizie che viviamo per rendersi conto che spesso gli amici non sono propriamente questo, e che noi spesso questo nemmeno lo chiediamo.
Siamo così costituiti dalla presenza nel mistero nella vita che senza un punto di richiamo siamo come in balia di una instabilità davvero pericolosa: che poi sia sentimentalismo o spiritualismo, o presunzione di autonomia.


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