Punti di vista.
due esempi: ieri mattina è venuto a trovarmi un ragazzo che ha iniziato a lavorare da poco, aveva bisogno di un momento di paragone e siccome la domenica ero pieno di cose da fare è venuto ieri, lunedì mattina, decidendo di presentarsi al lavoro in notevole ritardo.
Dato che la cosa mi ha colpito gli ho detto che poteva anche avvisarmi che avremmo trovato un altro momento per vederci; lui serafico mi ha risposto che andava bene così.
continuo a chiedermi se io al suo posto avrei fatto lo stesso.
Secondo: al pomeriggio sono andato da mia mamma, erano quasi dieci giorni che non andavo, e appena sono entrato in casa mi chiede se ero andato a votare per il referendum, alla mia risposta affermativa mi chiede per cosa ho votato e poi, prima ancora che potessi risponderle mi dice: “io non sono andata ma se fossi andata avrei votato per il no”. Le chiedo come ha deciso e lei serafica: “perché quella che ha detto di votare no non vuole la guerra”. Lasciando in pace le analisi politiche, e la correttezza delle intenzioni, mi ha sorpreso constatare che tutte le mie letture, i dibattiti, le congetture in merito erano in lei scalzati dal desiderio di non venire meno, nemmeno per un secondo a quello che in questo tempo la preoccupa di più. Io ragionavo sulla riforma e sulla sua correttezza, lei su ciò che le sta a cuore. Un’altra prospettiva.
Capisco che sono finito dentro uno schema quando il punto di riferimento della mia vita sono io e non ciò che mi è accaduto.
dalla liturgia ambrosiana:
MARTEDI’ della V° settimana di QUARESIMA
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù riprese: «Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.
Vangelo secondo Giovanni 6,63b-71.
Quello che accade a Gesù, in questa prima parte del vangelo odierno, è l’umanità dei discepoli, ci sono quelli che non tengono e, spaventati, se ne vanno perché intuiscono che qui si tratta di mettere in gioco tutta la vita: essere chiamati da Dio vuol dire essere disposti ad andare contro il pensiero dei farisei e dei capi del popolo. Essere discepoli è un gesto di coraggio, che lo si voglia o no. Ancora oggi.
E Gesù non si stupisce nemmeno di questo andarsene timoroso.
Amando la libertà dei suoi amici chiede a coloro che restano se vogliono andarsene anche loro, se loro non hanno paura di restare con lui. E Pietro pone la questione più vera: se non stanno con lui dove altro possono stare? Avere incontrato chi fa vivere la vita in pienezza costringe ad essere legati a quella Presenza a quel volto; andarsene, dimenticare, non è possibile. Loro lo hanno incontrato, gli hanno affidato tutto, perché lui gli aveva donato tutto, e ormai la vita è lì, con lui.
Altrimenti la vita è un accontentarsi.
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo quarto
COME E’ SORTO NELLA STORIA
IL PROBLEMA
1. il fatto come criterio
Occorre a questo punto ricordare che nessun contatto potrà avvenire se non si è disposti a farsi provocare dalla totalità di quel fatto.
Questione semplice e insieme molto delicata: il fatto di Cristo o è assunto nella sua interezza oppure si rischia di infragilire tutta la sua persone sino a renderlo solo una sorta di macchietta a servizio di questa o quella interpretazione.
E’ davvero semplice cadere in questa lettura ridotta del Cristo, basta sottolineare certe sue caratteristiche a scapito di altre e si ottiene un Gesù tutto diverso: i più “maturi” ricordano perfettamente come la Chiesa stessa sia incespicata nella lettura del Mistero di Dio Padre, cinquant’anni fa il Padre era un Padre giusto ed esigente, oggi è un Padre misericordioso.
Non cadere in una riduzione non è quindi una cosa impossibile, quello che si deve tener ben saldo per evitarlo è tenere presente che Cristo è “tutto”.
Buon martedì,
donC

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