Mercoledì 18 febbraio 2026

La spesa era quella solita: salame, salsiccia piccante, focaccia, arance, banane, gorgonzola e chiacchiere -perché un pò di dolce ci vuole sempre. Mentre ero in fila alla cassa mi sono reso conto che in realtà mancavano almeno alcuni vasetti di salsine da spalmare sul pane e le patatine; ma ormai ero in fila e non volevo perdere altro tempo. Così ho messo tutto sul nastro trasportatore per pagare la mia spesa.
E allora il cassiere, senza quasi alzare la testa, rompe il ghiaccio: “ma lei ha sempre gente a cena?
Mi ha colto alla sprovvista.
Gli ho solo potuto rispondere: “sì spesso; seguendo i ragazzi tutto il giorno mangiare con loro è normale e ci permette di stare insieme in modo molto familiare”.
E lui di rimando ha chiuso: “Ci vorrebbe per tutti qualcuno con cui stare”.
Lì, di fronte a quelle parole, non ho saputo aggiungere altro e ho taciuto imbarazzato. Era una constatazione o una richiesta?

Ci chiediamo sempre come possiamo essere segno dell’amore di Dio, come possiamo cambiare le cose in questo mondo, e poi sempre, sempre, ci dobbiamo fermare a riconoscere che basta dire sì alla vita che abbiamo. Anche senza le salsine.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Vangelo secondo Marco 12,38-44.

Ho sentito mille e mille volte la mia mamma dire: “Le cose belle piacciono a tutti”, quindi anche ai farisei. Lei ce lo diceva perché di solito con quelle parole chiudeva il discorso sull’acquisto di qualcosa di non strettamente necessario, cosa che del resto capitava spesso.
Ma vale anche per noi: rinunciare alle cose belle, o, al contrario, gettare tutto nel tesoro del tempio è possibile solo quando si ha una vera ragione per agire così. Non si sceglie la povertà se non perché la si considera “madonna”, come faceva san Francesco, una donna nobile e bellissima. Come non si dona tutto in carità se non si ha tra le mani la ragione vera per farlo.
La povera vedova non è una donna generosa ma una che sapeva dove rischiare quello che aveva.


Se il don Giuss fosse ancora vivo gli chiederei di soffermarsi su quest’ultima frase del paragrafo; il nostro tempo di questa via di fuga ha fatto la propria strada maestra: oggi si nega tutto con la tranquillità di chi dice “se non c’è per me, allora non è mai esistito”.
Dato che negare l’incarnazione sarebbe antistorico e impossibile allora si nega che sia accaduta per il soggetto, ottenendo lo stesso risultato della negazione pubblica. Ma senza diatribe e discussioni; basta che uno dica: per me non c’è stato.
Così l’uomo resta al centro del proprio mondo.


Commenti

2 risposte a “Mercoledì 18 febbraio 2026”

  1. Sì, vero!
    Ieri sera, o meglio la notte scorsa, dopo una giornata faticosa e superstressante, di fronte a domande agli uomini senza risposta o con continui “voltagabbana” e imbrogli, avendo ottenuto zero soluzione, sono andata a dormire oltre la mezzanotte con una tranquillità inaspettata. Era la Presenza di quel Qualcuno accanto che ti dona la Sua pace.
    Grazie Gesù!

  2. Una Presenza. Chi ci ha fatto qs dono sapeva bene, sa ció di cui abbiamo bisogno.

    “Ci vorrebbe per tutti qualcuno con cui stare”.
    Riconoscerlo per dirgli di si.

    ” Ci vorrebbe per tutti qualcuno con cui stare”.

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