Mercoledì 25 febbraio 2026

Sbaglio?
Domanda del tutto lecita ultimamente.
Spesso incontro persone, giovani e anche adulti, che mi affascinano, letteralmente, per la loro storia, per la loro fede e, soprattutto per il loro spettacolare cuore. E mi capita anche di andare in giro a dirlo: “ho incontrato un tipo bellissimo!”; quello che vedo e che mi viene messo davanti talvolta è davvero spettacolare, e io sono davvero edificato da tanta bellezza!
Ho conosciuto persone che portano pesi e situazioni davvero al limite della umana sopportazione, e lo fanno magari rimettendoci in salute e autostima.
Ultimamente però mi è capitato anche di essere smentito, di sentirmi dire amabilmente che su quella persona, o su quell’altra, le cose non sono proprio come mi sono state raccontate; arriva qualcuno che mi dice: “ma sai che quella persona con me invece fa così? O dice quest’altro?”. Un colpo alla mia presunta capacità di conoscere le persone. Tu vedi una cosa e gli altri intorno a te ne vedono un’altra.
Sbaglio?

Credo proprio di no. Nell’incontro personale è pur vero che ascolto quello che mi si dice, e che potrebbe essere tutto inventato di sana pianta, ma è altrettanto vero che spesso le cose che mi vengono dette sono fatti e situazioni che le persone non raccontano in giro e che potrebbero giustificare molte cose.
Mi tornava alla mente la questione del giovane ricco: è amato per il suo desiderio vero e buono, anche se poi si ritrae da quel sì, per quanto desiderato. Ma questo non comporta la fine di un amore.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Vangelo secondo Matteo 5,17-19.

La legge di Gesù, e quindi anche quella dei cristiani, secondo queste parole del vangelo di Matteo non può essere “ama e fa’ ciò che vuoi”; se Gesù viene a compiere la Legge o i profeti allora dobbiamo avere in mente che l’amore a Gesù ci deve portare a un’osservanza delle leggi ancora più attenta, sino ad essere esemplare.
Amare Cristo rende liberi ma di una libertà che è legame, che è dipendenza, scelta e desiderata, altrimenti il credere sarebbe premessa all’anarchia spirituale e quindi anche pubblica e sociale.
Quando si ama il rapporto porta impegno e serietà, voglia di dare tutto.


Di per sé queste sono parole terribili, molto precise e forti nell’accusare il vivere chiusi nella bolla di un’amicizia che non avrebbe lo scopo di condurre a Cristo, a prendere posizione sulla Sua persona.
Ma come accade questo? Semplicemente perché ci si accontenta di vivere un fascino: sto alla bellezza che ho visto senza nemmeno chiedermi da cosa sia originata questa bellezza e verità. Allora si comincia a stare perché, in fondo, si sta bene, solo che quando subentra la stanchezza o la monotonia allora si molla tutto e ci si abbandona alla “tranquilla infelicità” di chi sceglie di non cercare più nulla.


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