Sbaglio?
Domanda del tutto lecita ultimamente.
Spesso incontro persone, giovani e anche adulti, che mi affascinano, letteralmente, per la loro storia, per la loro fede e, soprattutto per il loro spettacolare cuore. E mi capita anche di andare in giro a dirlo: “ho incontrato un tipo bellissimo!”; quello che vedo e che mi viene messo davanti talvolta è davvero spettacolare, e io sono davvero edificato da tanta bellezza!
Ho conosciuto persone che portano pesi e situazioni davvero al limite della umana sopportazione, e lo fanno magari rimettendoci in salute e autostima.
Ultimamente però mi è capitato anche di essere smentito, di sentirmi dire amabilmente che su quella persona, o su quell’altra, le cose non sono proprio come mi sono state raccontate; arriva qualcuno che mi dice: “ma sai che quella persona con me invece fa così? O dice quest’altro?”. Un colpo alla mia presunta capacità di conoscere le persone. Tu vedi una cosa e gli altri intorno a te ne vedono un’altra.
Sbaglio?
Credo proprio di no. Nell’incontro personale è pur vero che ascolto quello che mi si dice, e che potrebbe essere tutto inventato di sana pianta, ma è altrettanto vero che spesso le cose che mi vengono dette sono fatti e situazioni che le persone non raccontano in giro e che potrebbero giustificare molte cose.
Mi tornava alla mente la questione del giovane ricco: è amato per il suo desiderio vero e buono, anche se poi si ritrae da quel sì, per quanto desiderato. Ma questo non comporta la fine di un amore.
dalla liturgia ambrosiana:
MERCOLEDI’ della I° settimana di QUARESIMA
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Vangelo secondo Matteo 5,17-19.
La legge di Gesù, e quindi anche quella dei cristiani, secondo queste parole del vangelo di Matteo non può essere “ama e fa’ ciò che vuoi”; se Gesù viene a compiere la Legge o i profeti allora dobbiamo avere in mente che l’amore a Gesù ci deve portare a un’osservanza delle leggi ancora più attenta, sino ad essere esemplare.
Amare Cristo rende liberi ma di una libertà che è legame, che è dipendenza, scelta e desiderata, altrimenti il credere sarebbe premessa all’anarchia spirituale e quindi anche pubblica e sociale.
Quando si ama il rapporto porta impegno e serietà, voglia di dare tutto.
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo terzo
L’ENIGMA COME FATTO
NELLA TRAIETTORIA UMANA
3. Un problema che deve essere risolto
Per inciso vorrei notare che si può essere convinti di vivere da cristiani, inseriti in qualcosa che definirei una “truppa cristiana”, senza che questo problema sia stato veramente risolto per la propria persona, senza che essa sia stata liberata da quell’impedimento.
Di per sé queste sono parole terribili, molto precise e forti nell’accusare il vivere chiusi nella bolla di un’amicizia che non avrebbe lo scopo di condurre a Cristo, a prendere posizione sulla Sua persona.
Ma come accade questo? Semplicemente perché ci si accontenta di vivere un fascino: sto alla bellezza che ho visto senza nemmeno chiedermi da cosa sia originata questa bellezza e verità. Allora si comincia a stare perché, in fondo, si sta bene, solo che quando subentra la stanchezza o la monotonia allora si molla tutto e ci si abbandona alla “tranquilla infelicità” di chi sceglie di non cercare più nulla.
Buon mercoledì,
donC

Lascia un commento