AVVISO: Nei giorni dal 2 al 6 gennaio non pubblicherò il blog perché sarò con i ragazzi alle vacanze studio. Riprenderemo il 7 gennaio 2026.
Circoncisione del Signore
Ottava del Natale del Signore
In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Vangelo secondo Luca ( 2,18-21. )
1. ” Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. “
Per gli esegeti questa frase dice che Lc aveva come fonte di informazioni la Madre di Cristo, perchè è solo lei che può aver rivelato a Luca gli avvenimenti della nascita e perchè è solo lei che poteva dirgli che custodiva in cuore tutto ciò che era accaduto.
Sullo stile di Maria anche noi vogliamo questa sera provare a trattenere qualcosa di quello che ci è accaduto come Chiesa.
Che questa fine anno ci possa vedere come i pastori che se ne vanno dalla grotta “glorificando e lodando Dio”, come gli angeli, trasformati in angeli.
2.
Il primo grandissimo ed evidente dono dato alla Chiesa è dato dalla “coppia” papa Leone e anno Giubilare.
Siamo grati a papa Leone che ha riportato, con il suo stile: essenziale e sobrio, al centro del suo insegnamento il rapporto con Cristo, pienezza dell’umano.
Mi ha molto colpito, è un esempio per tutti, ciò che ha ridetto nel giubileo dei giovani a Tor Vergata, citando di nuovo le parole di san Giovanni Paolo II: «è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare» (Veglia di preghiera nella XV Giornata mondiale della Gioventù, 19 agosto 2000).
L’anno giubilare, intitolato “Pellegrini di speranza”, ha rimesso a tema lo sguardo vero da avere in questo tempo: una speranza che và ad abbracciare ogni cosa. Una speranza che ci rende pellegrini verso la vera meta della vita, e quindi anche missionari.
3.
Durante questo anno abbiamo concluso la fase di progettazione della ristrutturazione della chiesa di san Pio, e solo per intoppi comunali i lavori non sono ancora iniziati.
Perchè metto questa cosa tra gli avvenimenti della nostra comunità? Perchè fare un progetto è immaginare il futuro, è la scelta, nostra e della diocesi, che questa chiesa, crocevia di tante vite diverse, continuerà ad esserci.
Questo è un dono di cui rendere grazie e insieme è la domanda, e il compito di poter edificare sempre più il popolo che abita questa chiesa.
D’altra parte mi stanno davvero colpendo diversi gesti di gratitudine vera che ho visto da parte di persone diverse, che frequentano san Pio oggi come anche di persone che ormai da anni non partecipano più della vita di questo luogo.
4.
Un’altra cosa di cui rendere grazie è, paradossalmente, la preghiera per la pace.
Accogliendo le innumerevoli richieste a pregare per la pace nel mondo abbiamo iniziato, tutti, a percepire che la guerra interessa tutti e che la pace è nostra comune aspirazione in ogni ambito della vita: nelle nostre case come tra le nazioni.
Per tanti la pace è diventata un tempo della vita e non solo della guerra. Vivere in pace è un’aspirazione di tutti.
5.
Infine un’osservazione che prende lo spunto da una rilevazione. Come non mai, confessando, molti si sono accusati del peccato di invidia.
Inizialmente la cosa mi ha un pò sorpreso poi però mi è venuto chiaro che questo peccato nasce in un tempo dove si vive in un continuo paragone con gli altri.
Questo è positivo perchè ci costringe a chiederci che uomini e donne vogliamo essere, senza doverci far deire da altri ciò che che ci piace.
Avviciniamoci al nuovo anno non con calcoli e progetti ma con quel puro desiderio di essere felici, dicendo sì a quel bene che abbiamo incontrato.

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