Sabato della settimana Autentica | 4 aprile 2026

Come abbiamo fatto ieri, anche oggi, giorno del grande silenzio di fronte alla tomba chiusa, vi lascio il testo del vangelo della Messa di questa sera.
Nel pomeriggio vi pubblicherò il mio commento, voi fate il vostro.
Buona giornata

In quel tempo. Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».

Vangelo secondo Matteo (28,1-7)

1. “ Andarono a visitare il sepolcro

Che ci sia la morte è una evidenza, ma quell’andare al sepolcro rivela che il nostro cuore non sta alle regole dell’evidenza, c’è sempre la speranza di altro, di un di più. C’è qualcosa nell’uomo che dice, che grida, che non può essere così: la morte non può essere la fine.
Basta questo per vedere tutta una serie di segni, per imbattersi nel Risorto.

2. “ Ed ecco vi fu un gran terremoto
Per noi l’idea di terremoto è l’idea della distruzione, del disfacimento e della violenza della natura, qui ci viene mostrata invece un’accezione positiva: il terremoto come luogo del rivelarsi della potenza di Dio.
A noi quando accade di guardare ai terremoti della vita come luogo del mostrarsi di Dio?

3. “ Un angelo del Signore, sceso dal cielo, si avvicinò

 Un altro dono alle donne che hanno dato retta al loro cuore e non allo stato d’animo: a nessuno è chiesto di cercare segni, di interpretare; per tutti c’è una presenza certa che con il suo esserci rivela ciò che è accaduto.
Anche questo è un segno impressionante perchè l’angelo di Dio è l’idea dell’annuncio; e quanti sono i segni che ci richiamano alla verità del nostro incontro con Cristo, quanti ci richiamano davvero a ciò che ci è accaduto e che ci ha fatto risorgere?

4. “ le guardie furono scosse e rimasero come morte “ 

Il segno della risurrezione diviene spavento in chi dovrebbe non avere paura. Si insinua nel cuore dei soldati la paura di qualcosa che va al di là delle loro esperienze e delle loro conoscenze, sono di fronte a una forza ben più grande delle loro misere armi.
Anche questo ci aiuta: spesso la vita ci mostra cose “fuori misura” non si tratta di far nulla se non imparare a collegarle alla potenza di Dio che si manifesta viva.

5. Conclusione.
Per chi sa umilmente seguire il cuore le mura del cenacolo non bastano, come nemmeno basta averlo visto morto: c’è bisogno che tutto continui, che quella presenza resti.
A chi, come le donne, segue il cuore sarà dato di incontrare i segni convincenti della risurrezione. E così comincia una vita nuova. 


Bartolomeo Schedoni, Le Marie al sepolcro, 1613-14, Gallerie nazionali Parma.

In quest’opera, la terza in tre giorni dello stesso autore, ci sono due cose che evidenzio: la costruzione della scena che ci riporta un quadro teatrale mi mostra un angelo quasi irriverente: è lì come appoggiato al sepolcro in una postura quasi irriverente, come se dicesse: “ma davvero credete che non sarebbe accaduto?”.
Delle tre donne invece mi colpisce la Maddalena, a capelli sciolti e con il vasetto dell’unguento ancora in mano, per ricordarci che davanti a Gesù sei quel bene che hai coltivato nell’amicizia con lui.
Nel silenzio di questa giornata ci accompagni questa immagine.


Commenti

Una risposta a “Sabato della settimana Autentica | 4 aprile 2026”

  1. Carmen

    Grazie don per come ci hai guidati alla Via Crucis ieri sera. Commenti semplici ma di grande riflessione. Buona Pasqua

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