Dopo 144 anni di lavoro oggi papa Leone XIV avrà la possibilità di consacrare la Torre di Gesù, la torre più alta della Sagrada Familia di Barcellona.
Oggi sono anche 100 anni esatti dal giorno in cui un tram travolse e uccise Antoni Gaudì, il genio dell’architettura che ideò l’intera tempio espiatorio. E ci tengo a sottolineare che è un tempio espiatorio perché così indichiamo il fatto che l’intera costruzione è realizzata e mantenuta con il denaro della gente che la visita e che dona a espiazione dei propri peccati.
Un luogo costruito a lode di Dio, e costruito per volontà delle singole persone, è una vera chiesa del popolo, non il frutto di un progetto ma il compiersi di una volontà comune.
Lo racconto perché da una parte sono molto curioso di ciò che dirà e farà il nostro Papa; la sua umanità mite e ferma mi sorprendono sempre più e credo che non mancherà l’occasione per farci fare un ulteriore passo nella fede e nella sequela.
D’altra parte ho scelto di ricordarvi questa data perchè consideravo che se è vero che questo tempio è frutto del popolo, d’altra parte è vero che il popolo, la Chiesa di Barcellona, è cresciuta ed è stata educata, dalla propria responsabilità di “committente”: 144 anni di una compagnia nata dal “fare”.
dalla liturgia ambrosiana:
MERCOLEDI’ della II° domenica dopo PENTECOSTE
In quel tempo. I farisei e gli scribi dissero al Signore Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Vangelo secondo Luca 5,33-35.
Davvero chiaro! La presenza di Gesù trasforma la vita in una festa e la sua assenza è un digiuno. Mi colpisce molto questa sottolineatura perché contiene qualcosa di veramente grande: la Presenza è ciò che dà gusto e luce alla vita, non accorgersi di essa è mettere tutto in un tragico equivoco: vivere senza Lui non è affatto possibile.
Il digiuno è la scelta consapevole di non nutrirsi, come a dire che l’assenza di Cristo toglie la voglia e il gusto di vivere.
Ma per noi è così? Viviamo intere giornate senza percepire quella presenza, e allora perché non digiuniamo?
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo settimo
LA DICHIARAZIONE ESPLICITA
All’interrogativo sull’identità di Cristo tutti cercano di dare risposta; tutti, di fronte al problema che rappresenta, sono inquieti perché la loro risposta non esaurisce il tipo. E allora lo domandano a Lui: «Tu chi sei?»
“Chi sei tu che mi doni tutto?”,
“Chi sei tu che mi perdoni tutto?”,
“Chi sei tu che mi ami senza confini?”
Eppure tutte le domande restano sospese; se sono io a porre la domanda non sono io che riesco a dare la risposta, ho bisogno di poter porre a Lui la domanda. E questa è la sola via della conoscenza: porre le domande a chi ha fatto le cose.
Buon mercoledì,
donC

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