La signora, amante e madre, al di là del tempo passato insieme, ha continuato a prendersi cura del destino del marito, recentemente scomparso, assicurandogli alcune celebrazioni di suffragio. Lei difficilmente poteva venire alla Messa celebrata al mattino, alle 8, dei giorni feriali, ma non mancava mai di procurare almeno qualche celebrazione nella chiesa di San Pio che per molti anni avevano frequentato insieme; luogo in cui avevano visto compiersi gioie e dolori della loro famiglia.
Lui le mancava molto e in non poche occasioni mi aveva confessato che per la nostalgia avrebbe voluto raggiungerlo al più presto. Non aveva in realtà perso il gusto del vivere ma, per quello che ne potevo capire, le mancava la pienezza della vita di coppia. Avrebbe anche potuto stare sola, ma vuoi mettere la bellezza dello stare con la persona amata al fianco?
Così, cogliendo l’occasione che le si è presentata, con la scusa delle complicazioni derivate da un esame, è partita per raggiungere suo marito; si sono reincontrati nella morte, nel destino compiuto come pienezza di vita.
Ve lo racconto perché ieri sera, preparando la Messa di questa mattina ho trovato come defunto per cui pregare il nome del marito della signora, io mi permetterò di aggiungere anche il suo nome. Per la prima volta per sempre insieme.
dalla liturgia ambrosiana:
VENERDI‘ della IV° domenica dopo PENTECOSTE
In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro. A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
Vangelo secondo Luca 7,24b-35.
“Che cosa siete andati a vedere?”. Il problema è che oggi stiamo bene anche senza andare a vedere, si vive immersi nella realtà, così immersi da affogarci; e non abbiamo il tempo di andare a vedere nulla, quand’anche ci capitasse la voglia di andare a vedere qualcosa.
Se poi capita di andare a vedere occorre pure dare un nome: un grande? un profeta? Chi siete andati a vedere è una questione decisiva: sapere di chi si tratta, e quindi a chi, a cosa, ci rimanda, è un altro passaggio che ci dobbiamo proprio allenare a compiere. In termini “seri” si chiama giudizio. Purtroppo questa società individualista ci ha insegnato ad avere non dei giudizi, il chiamare le cose per nome, ma ci ha insegnato ad avere pareri, facilmente sostituibili e sempre in via di definizione.
E non sono certo gli altri a poterci sostituire in un compito così importante, spetta a ciascuno il compito di aprire gli occhi, come spetta a ciascuno frugare nel proprio cuore per poter dare un nome alle cose.
Giovanni Battista sarà un povero mentecatto e Gesù un uomo lascivo da non seguire finché ci concederemo la possibilità di accontentarci.
Scuola di Comunità estate
Come accennato abbiamo concluso il settimo capitolo. Di per sè ora non ci resta che riprendere, personalmente, il lavoro svolto durante questo intero anno, così come è stato chiesto nelle indicazioni date per le vacanze:
“A partire dalla Giornata di inizio, fino agli Esercizi e ai contenuti dei capitoli VI e VII de All’origine della pretesa cristiana che invitiamo a riprendere anche nel tempo delle vacanze, con speciale attenzione al capitolo VI, in cui Giussani illustra la pedagogia di Gesù nel rivelarsi – il paragrafo “A causa sua: il centro della libertà”, per esempio, si presenta per noi particolarmente sfidante, anche in rapporto a tutto il cammino di quest’anno. Suggeriamo inoltre di riprendere il libretto degli Esercizi della Fraternità (prima meditazione).”
Volendo ciascuno di noi può riprendere i capitoli già letti e provare a mettere in una sintesi personale il passi accaduti.
Sarebbe eccessivo riprendere nuovamente qui i passi svolti, riprenderemo la Scuola di Comunità a settembre.
Buona giornata,
donC

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