Giovedì 11 giugno 2026

Tutto procede.
La guerra continua con le sue bombe in ogni luogo, il Papa continua il suo incredibile viaggio in Spagna, ieri sera con alcuni professori del politecnico abbiamo continuato a lavorare su una riflessione avviata sei mesi fa; tutto procede. Tutto viaggia come se il treno della vita avesse i binari.
Ma io non sono così, ho i miei momenti di sosta, quelli in cui corro e quelli in cui mi fermo un pò incerto sul da farsi. Ci sono momenti, si usa dire, di up and down; e credo ci siano per tutti.
Rappresentiamo la vita come una retta che procede spedita verso la gloria ma in realtà mi pare che ciascuno di noi abbia il proprio percorso, fatto di alti e bassi.

Se non fosse per la follia della situazione mi verrebbe da dire che capisco il presidente americano, che ormai per 38 volte ha annunciato di essere vicino a un accordo di pace con l’Iran … e poi nella notte manda i missili sull’Iran.
Forse ha ragione chi ritiene che ci sia della follia in tutto questo, io mi fermo e vedo un pò di me stesso.

Dentro tutto questo resta l’impegno a dire sì alla giornata che inizia, perché si possa incontrare di nuovo quel volto che ci ha preso il cuore.
Dentro il continuo evolversi della vita resta quell’incontro che fa ripartire sempre; se solo torniamo a guardarlo, ora.
Buona giornata.


dalla liturgia ambrosiana:

Barnaba significa “figlio della consolazione”, un uomo dunque capace di confortare i fratelli: già in tale appellativo è detto il tratto fondamentale della personalità di questo cristiano della prima ora, di nome Giuseppe, di cui ci parlano gli Atti degli Apostoli e lo stesso Paolo, un uomo che, per il ruolo importante che svolse nella diffusione del Vangelo, ha meritato il titolo di “apostolo”. Nativo di Cipro, levita, entrando nella comunità cristiana, mostrò subito di comprendere le esigenze radicali di chi si pone alla sequela di Cristo; si spogliò infatti di tutti i suoi beni e li mise a disposizione degli apostoli. Nell’elogio che troviamo nel libro degli Atti (11,24) si parla di lui come di “un uomo virtuoso, pieno di Spirito Santo e di fede”. E appunto alla luce dello Spirito comprese che i pagani potevano entrare nella Chiesa all’unica condizione che credessero in Gesù Cristo. Insieme a Paolo, che lui stesso presentò agli apostoli, si dedicò per oltre un anno all’evangelizzazione di Antiochia, dove i seguaci di Cristo furono detti per la prima volta cristiani. Con Paolo affrontò le fatiche e i rischi del primo viaggio missionario; poi, per dissensi intercorsi con l’apostolo delle genti, si separò da lui e fece ritorno a Cipro, con suo cugino Giovanni Marco, il futuro evangelista. Dopo aver predicato il Vangelo a Roma e a Milano, secondo la tradizione, si recò a Salamina, dove morì martire intorno all’anno 63.

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico, nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

Vangelo secondo Matteo 10,7-15.

Che bello che oggi si festeggi questo santo! Dopo una serie di giorni dove tutto è centrato sulla nostra capacità di dire di sì ecco che arriva il momento di rendersi conto che la missione è un modo semplice e concreto di dire quel sì che astrattamente non riusciremmo a pronunciare.
“Gratuitamente avete ricevuto”; tanto spesso mi rendo conto che la questione della incapacità nel dare è legata alla totale incoscienza dell’aver ricevuto; quanto spesso ci capita di vivere senza nemmeno renderci conto che ogni istante è dono, pieno e definitivo, di una vita che non facciamo noi.
“Se qualcuno non vi accoglie …”, credo che queste parole siano tra le più dure che Gesù dice in tutto il vangelo, così forti che noi preti non osiamo quasi mai metterle a tema perché noi, per primi, abbiamo la coscienza che spesso nelle giornate, e più volte ogni singolo giorno, non accogliamo affatto Gesù. Eppure dovremmo guardare in faccia la realtà: Gesù misericordioso è duro non con chi non accoglie la Sua parola ma addirittura con chi non accoglie la parola dei suoi apostoli.

Chiediamo di saper dare senza calcolo e di accogliere indistintamente tutti i segni della Sua presenza.


La risposta alla domanda non è data quindi per convincere ma per confermare: chi aveva deciso per una cosa chi per il suo opposto, ma tutti trovano nelle parole di Gesù la conferma delle loro prese di posizione. Per questo è importante che abbiamo a circondarci di persone appassionate di Cristo, desiderose di vivere alla sua presenza, così potremo sempre più appassionarci al suo volto.
“Contemplerò ogni giorno il volto dei santi, per trovare riposo nei loro discorsi”. La certezza viene da ciò che vivi.


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