E’ sempre un dono immenso poter vedere alla Messa delle otto della mattina dei giovani con la giacca e la cravatta. E’ il segno che alla Messa c’è un laureando, uno che nell’arco di alcune ore sarà dottore e mai più studente. Se devo essere sincero e non essere tacciato di maschilismo mi tocca ammettere che per me non è altrettanto semplice riconoscere le laureande: lì più che i vestiti mi parlano le acconciature della chioma, capigliatura che se non viene curata mi impedisce il riconoscimento della prossima laureanda.
Comunque, ieri mattina alla Messa c’era uno di questi amici. E non ho potuto non ringraziare e pregare per lui, del dono che è stato per me e anche della sua presenza nella nostra compagnia.
Che bello poter vedere degli amici che crescono e che arrivano a passi importanti, e che stima ha il buon Dio che mi rende custode di tanta bellezza e di altrettanta fatica, compagne di cammino per tutti noi.
Conoscere tante storie è l’impegno per me ad essere sempre strumento.
Ancora una volta chiederò questo nella Messa che sto per celebrare, iniziando la giornata.
dalla liturgia ambrosiana:
GIOVEDI’ della VII° domenica dopo PENTECOSTE
In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Vangelo secondo Luca 9,57-62.
Tu ci metti tutto, c’è l’istante in cui ti prende lo slancio e la passione per quel Gesù che ti ha cambiato la vita, e lui cosa fa? Ti risponde in modo da abbatterti. Tutta la poesia e la determinazione in un istante si perdono.
Seguire Gesù non è quindi solo una scelta che dobbiamo fare noi, ci sono delle condizioni cui sottostare per poter essere veri discepoli, non basta affatto il nostro desiderio.
Solo che le condizioni non sono esterne: lasciare una generosa offerta alla causa, mettersi in ginocchio due ore al giorno, sapere a memoria tutte le parole del Maestro, … Quello che è chiesto per essere discepoli è una posizione del cuore, occorre essere innamorati, disposti a lasciare tutto per mettere Lui davanti. L’esito è non il “titolo” di discepolo ma piuttosto quello di uomo libero: capace di amare ogni brandello della vita alla follia perché amante di Cristo.
Buona giornata,
donC

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