Giovedì 2 luglio 2026

È tutta la settimana che, celebrando la Messa, dopo i riti dell’offertorio, prego a nome dell’assemblea con queste parole. Semplici e dirette come le direbbe un figlio al padre. Per questo, oggi, non ho saputo resistere oltre e ho deciso di provare a darvi ragione di quel gusto che “cola” dalla celebrazione di un rito.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Avvenne che, un giorno, il Signore Gesù salì su una barca con i suoi discepoli e disse loro: «Passiamo all’altra riva del lago». E presero il largo. Ora, mentre navigavano, egli si addormentò. Una tempesta di vento si abbatté sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo. Si accostarono a lui e lo svegliarono dicendo: «Maestro, maestro, siamo perduti!». Ed egli, destatosi, minacciò il vento e le acque in tempesta: si calmarono e ci fu bonaccia. Allora disse loro: «Dov’è la vostra fede?». Essi, impauriti e stupiti, dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che comanda anche ai venti e all’acqua, e gli obbediscono?».

Vangelo secondo Luca 8,22-25.

La domanda: “chi è costui”? viene dunque da un fatto eccezionale che accade dentro la convivenza con Gesù. Parto da questa nota perchè allora il puro e semplice esserci non basta; non basta andare a Messa, esserci, se poi lì non si intravvede il fatto eccezionale che accade, che si celebra.
Solo che vedere l’eccezionalità della vita di tutti i giorni non è affatto semplice, abbiamo mille e mille segni ma siamo profondamente distratti e dimentichi al punto che spesso andiamo a dormire con la sensazione che nella giornata non sia accaduto nulla.
Per questo è importante coltivare una sana attenzione al fatto che ormai si vive sempre dentro la tempesta e che la nostra barca è condotta dai venti e dalle onde piuttosto che da noi. Allora potremo vedere che, nonostante tutto, c’è il fatto che la barca continua a procedere, fino a farci chiedere: chi la sta conducando?


Commenti

Una risposta a “Giovedì 2 luglio 2026”

  1. Claudio Cogorno

    Caro Cesare
    Sai come come sono fatto
    Da qualche anno occupandomi del servizio Canti per le messe nella Parrocchia e Nell’unità pastorale sono stato “costretto ” a leggermi la liturgia tutti i giorni
    L’esito è che trovo li , ancora prima di cominciare la giornata , non una formula, non il ripetersi di una giaculatoria, ma il giudizio e il sostegno concreto a quel che la vita mi ha riservato e mi riserva ogni giorno.
    Cosi come rivedo che anche quel che capita oggi nel mondo si ripete e si ripete _ Fossi io direi ma arrangiatevi… Invece il Buon DIO é + che paziente + che benigno
    ….Tu sei un dio Fedele per l’eternità
    Ciao e Grazie per le tue parole quotidiane , che leggo prima di guardarmi la liturgia ..Bel COMBO

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