“Se non lo sai tu, bellissima tra le donne, segui le orme del gregge”.
L’amata invoca l’amato e lo cerca, lui le risponde le parole che avete letto.
E’ il testo della lettura del Cantico dei cantici di ieri (1,8).
Vi racconto quali sono le orme del gregge per me, ora.
Due medici americani e le loro famiglie.
Volontari nella Repubblica democratica del Congo sono stati a contatto con ammalati di Ebola e probabilmente contagiati. Per questa nuova epidemia l’organizzazione mondiale della sanità ha proclamato da qualche giorno l’allarme sanitario internazionale. E questi medici hanno dovuto essere ricoverati, non in America, dove pare non li vogliano per evitare contagi, ma in Europa, uno in Germani e l’altro in Cechia.
Questo dare la vita sono orme.
E poi ieri in tribunale Federico ha abbracciato colui che l’ha accoltellato, lasciandogli come ricordo una invalidità permanente: muovendosi sulle stampelle ha abbracciato colui che gli ha rovinato la vita, nel giorno in cui l’altro veniva condannato a venti anni per quelle pugnalate.
Anche queste sono orme dell’amato.
dalla liturgia ambrosiana:
GIOVEDI’ della VII° settimana di PASQUA
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
Vangelo secondo Giovanni 15,18-21.
Il mondo non ha smesso di odiarci, semplicemente, come quando si odia davvero, fa finta che non ci siamo; come se in questa società non ci fosse altro che l’io e il suo benessere. Tutto è costruito in modo tale che il cristianesimo sia una cosa fuori tempo e quindi non da combattere, sarebbe controproducente perché lo rivitalizzerebbe, ma da sopportare, come un uomo fuori tempo. Difatti spesso ci si dice, anche tra noi: “i tempi sono cambiati”.
Quello che non risulta del tutto semplice da comprendere è quella frase sul servo che non può essere più grande del padrone; senza voler essere esegeta la riguarderei così: “state sereni hanno messo in croce me, l’odio verso di voi non sarà uguale, mi hanno crocifisso e più di così non possono farvi”.
La cosa certa è che faranno tutto a causa del suo nome: siamo odiati perché suoi e non perché noi.
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo sesto
LA PEDAGOGIA DI CRISTO NEL RIVELARSI
2. A causa sua: il centro della libertà
I passaggi che abbiamo descritto costituiscono come un primo aspetto dei rapporti di Gesù con i suoi. Possiamo parlare di un momento successivo in cui Egli insiste ulteriormente e spinge la sua richiesta al cuore della sua profondità.
Davvero forte la pretesa di Gesù, per conoscerlo abbiamo detto che c’è una pedagogia che chiede di seguire il Maestro rinunciando a tutto, davanti a tutti, e ora don Giussani ci mette pure il carico: la richiesta arriva più a fondo. Che cosa potrà mai chiedere d’altro Gesù perché possiamo conoscerlo per chi Egli è?
Buon giovedì,
donC

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