Mentre ringrazio davvero coloro che in questi mesi mi hanno inviato loro foto per il blog, devo comunicarvi che al momento sono a corto di fotografie da mettere come apertura dei post giornalieri.
Se qualcuno avesse delle foto … blogdeldonc@gmail.com
Grazie!
Mi piacerebbe fare un giornale.
Sono stufo di quello che leggo, di quello che si racconta, di quello che si inventa. Ieri, e anche nei giorni precedenti, c’era un articolo sull’orologio che indica la fine del mondo: mancherebbero 85 secondi.
Un anno fa ne mancavano meno.
L’orologio della fine del mondo può ridarci il tempo!
Che buffo, ciò che dovrebbe dirci che stiamo per estinguerci ci ridona qualche istante di vita mentre i giornali ci dicono che tutto corre il rischio di esaurirsi.
Facciamo un giornale dove si racconti la vita! Dove le analisi siano bandite, se non mettono in luce l’origine delle cose.
Di ieri avrei da raccontare le mille domande dei ragazzi che si amano, e che mi ricordano che anch’io sono fatto per questo, degli amici che hanno il desiderio di una casa comune, desiderio che scoppia in cuore a chi ha vissuto la grandezza di un’amicizia che non censura nulla, avrei da mostrare la grandezza dello studio che porta a scoprire una passione nuova per quello che si studia solitamente “solo” per fare un esame. Potrei anche scrivere del pensionato che presta migliaia di euro a uno sconosciuto il cui negozio è in crisi, schiacciato dalla grande distribuzione. Come potrei raccontare che mai come in questo periodo ho bisogno di parlare in inglese e, vista la mia rigidità nella parola, c’è sempre qualcuno vicino a me che mi soccorre.
Ieri alla Messa degli studenti, alle 13, la chiesa era strapiena e c’erano diversi in piedi: panche di quattro persone, strette strette, per dire grazie dopo una mattina passata in silenzio a studiare. Come posso continuare a credere che il mondo è solo quello dei giornali?
Non mi serve null’altro, ho gli occhi per vedere la Sua opera e un cuore per amarLo.
Grazie a chi mi ha messo su questa strada, dandomi tutto.
dalla liturgia ambrosiana:
Giovedì della III° domenica dopo l’Epifania
In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.
Vangelo secondo Marco 5,1-20.
Attraversare il mare di Galilea è come attraversare la vita: con Gesù diviene possibile e desiderabile, e anche entrare in un posto ostile, deserto e abitato solo da maiali pare essere una cosa normale.
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo secondo
L’ESIGENZA DELLA RIVELAZIONE
1. Qualche esempio
c) Significativa della profondità quasi sconvolgente del desiderio umano della rivelazione è, …, l’esperienza dionisiaca.
Questa terza osservazione apre la strada a un passaggio che comprende anch’esso la natura umana: serve un Dio perchè l’uomo possa vivere in pienezza il suo desiderio, il suo bisogno di pienezza. Occorre che lo svelarsi del mistero accada per tutti perché tutti hanno il desiderio di comprendere la loro esistenza: dai più colti ai più ignoranti.
C’è bisogno di un Dio per tutti, che da tutti possa essere incontrato.
Buon giovedì,
donC

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