Giovedì 29 gennaio 2026


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Il Signore Gesù e i discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese. C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Vangelo secondo Marco 5,1-20.

Attraversare il mare di Galilea è come attraversare la vita: con Gesù diviene possibile e desiderabile, e anche entrare in un posto ostile, deserto e abitato solo da maiali pare essere una cosa normale.


Questa terza osservazione apre la strada a un passaggio che comprende anch’esso la natura umana: serve un Dio perchè l’uomo possa vivere in pienezza il suo desiderio, il suo bisogno di pienezza. Occorre che lo svelarsi del mistero accada per tutti perché tutti hanno il desiderio di comprendere la loro esistenza: dai più colti ai più ignoranti.
C’è bisogno di un Dio per tutti, che da tutti possa essere incontrato.


Commenti

2 risposte a “Giovedì 29 gennaio 2026”

  1. Ecco, iniziativa lodevole. Oltre continuamente sentire, guerre, disastri, ragazzi che si ammazzano tra loro….AVERE notizie di bene, il TANTO BENE CHE C’È e sembra non fare NOTIZIA… i giovani ragazzi che hai visto in Chiesa sono una SPERANZA come, se chiudo gli occhi , vedo una spianata di giovani nel loro GIUBILEO! Una nonna che prega tanto per loro, per i miei sette nipoti.

  2. È stupendo quello che scrivi. La passione per lo studio, la bellezza della vita ( vissuta insieme ).
    Cose vere. È POSSIBILE!

    Davvero vuoi scrivere un giornale? Sarebbe bellissimo.

    Quello che scrivi mi fa pensare a uno spartito sul quale appoggiare note, appuntarle, scriverle… crearne di nuove.

    La Bellezza aspetta un aiuto, qualcuno che Le dia una mano.

    Grazie

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