Lunedì 6 luglio 2026

Sabato pomeriggio un giovane amico mi ha mandato un curioso articolo, curioso solo all’apparenza: il racconto di un astronauta: Edwin “Buzz” Aldrin, che scese sul suolo lunare insieme ad Neil Amstrong. In quel breve resoconto l’astronauta racconta che il primo gesto fatto dall’uomo sulla luna è stato quello di fare la Comunione.
Si era messo tra i bagagli personali un piccolo calice e poi del pane consacrato, preso nella celebrazione della sua congregazione, è presbiteriano, e insieme al pane un pochino del vino consacrato nella stessa celebrazione.
Arrivato sulla luna ha chiesto alla Nasa un minuto di silenzio radio perché ciascuno potesse ringraziare, a modo suo, per ciò che stava accadendo.
Se avete un istante di tempo potete leggere l’articolo:

Racconto sbarco sulla luna

Mi colpiva perché da subito l’ho associato con il gesto del Papa che sempre sabato, in visita a Lampedusa, non ha fatto altri discorsi sui migranti e sul dovere di accoglierli, ha taciuto e celebrato la Messa. Mostrandoci così cosa vale davvero, quale grande medicina e insegnamento è la presenza reale di Gesù.

OOOOps! Dimenticavo, l’astronauta nel silenzio e nella solitudine dell’essere sulla luna ha letto il foglietto che si era portato, una citazione di Giovanni 15,5: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla”.
Proviamo almeno a crederci, che senza di Lui non possiamo fare nulla.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.

Vangelo secondo Luca 8,34-39.

Davanti a un prodigio, se non se ne guarda l’origine, si finisce subito con l’avere da temere, questo perché tutti noi siamo spaventati dall’ignoto, dal non conosciuto.
Ci persuade il mistero, il non sapere come accadono le cose, ma quando le cose cambiano e si trasformano, il prodigio, questo ci blocca, ci mette nelle condizioni di non sapere più cosa e come fare.
Per questo quei poveri abitanti chiedono a Gesù di andarsene dal loro territorio portandosi via tutta quella potenza inspiegabile in un uomo. Invece di provare a capire allontanano il problema.

L’uomo guarito invece vorrebbe stare con Gesù, lui ha visto cosa ha fatto Gesù e vuole donare tutto ma Gesù rifiuta: la fede vera nasce da una convivenza, non dalla reazione a un miracolo.
Gesù compie miracoli solo per confermare ciò che insegna, per questo non vuole che lo si segua senza sapere ciò che Lui insegna, il miracolo è solo un fatto eccezionale mentre la vera eccezionalità di Gesù è il suo rapporto con il Padre che dona criterio alla vita di tutti i giorni.


Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Il Vangelo della liturgia odierna (Mt 11,25-30) ci invita a condividere la lode che Gesù eleva al Padre, «Signore del cielo e della terra» (v. 25). Il Figlio di Dio, fatto uomo, manifesta il suo amore coinvolgendo ogni creatura in questo rendimento di grazie.

La semplicità di un gesto così spontaneo e gioioso corrisponde allo stile di Dio, che ama rivelarsi «ai piccoli», mentre resta nascosto «ai sapienti e ai dotti» (cfr v. 25). Costoro, infatti, sono talmente pieni delle proprie idee che non riconoscono la presenza di Cristo, il Messia che visita il suo popolo. L’umana sapienza diventa allora arroganza e la dottrina degrada in superbia. La vera sapienza di Dio si rivela invece nell’umiltà della carne e il suo insegnamento si rivolge a quanti fanno più fatica: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi» (v. 28), dice il Signore. Andare da Gesù significa corrispondere al suo amore e condividere la sua vita fino alla croce, come ci ha spiegato Egli stesso: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16,24). Proprio il dono di sé per amore è il “giogo” di Gesù (cfr Mt 11,29), cioè la sintesi del suo insegnamento, il cuore della sua sapienza, ardente di carità verso tutti.

Fratelli e sorelle, come può essere “leggero” e “dolce” il peso della croce (cfr v. 30)? Per una sola ragione: perché il Signore lo porta per primo e con tutti noi, senza mai lasciarci soli in ciò che ci abbatte. Da autentico maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male, per prendersene cura. La sapienza che Egli ci dona è allora un annuncio di salvezza e il suo giogo ci solleva da ogni caduta. Alla sequela di Cristo, il nostro cammino non è dunque un’ascesi che mortifica: è una scuola di libertà, che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina sempre il senso, soprattutto nei momenti più oscuri. Difatti, solo nella croce di Gesù il male viene redento: solo nella sua passione la nostra stanchezza mortale trova conforto e riscatto.

Nella schiavitù, Cristo è liberazione. Sotto il flagello della guerra, Cristo è speranza. Nell’ora del peccato, Cristo è perdono. Questa è la vera sapienza, cioè la via che vogliamo percorrere insieme, uniti come discepoli nel suo nome. Gesù ce la insegna da Figlio, diventando nostro fratello: con la forza dello Spirito Santo, Egli stesso manifesta alla Chiesa la verità di Dio e dell’uomo, perché «nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo» (v. 27).

Carissimi, mentre ringraziamo il Signore per questa sua confidenza piena d’amore, chiediamo l’intercessione di Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero.


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *