Martedì 12 maggio 2026

Tornato in garage e sceso dalla macchina ho provato a fare il giro per recuperare la giacca che era sul sedile posteriore, sull’altro lato. E mentre compio quella polverosa operazione, dovevo passare rasente alla macchina e al muro senza sapere quale delle due fosse più impolverata, ho visto una moneta per terra.
Ho trovato due euro!
Poca cosa, è vero, come poca cosa sono molte delle cose che faccio, dal pulire le scale della chiesa la mattina quando apro, al dare da bere alle piante in stato comatoso, al raccattare le cose che sono per terra in oratorio, … ma quei due euro, persi e solitari mi hanno conquistato.

Loro, come me, hanno senso solo se appartengono; se fossero stati due spiccioli della Birmania li avrei deposti in fondo a un cassetto, e lì li avrei dimenticati; ma quei due euro c’entrano con me, con la mia vita, e quindi valgono qualcosa.
Per questo ho deciso di tenerli in tasca per un pò: finché saranno lì io mi ricorderò che valgo perché anch’io sono di qualcuno.
E non per ciò che so fare.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Vangelo secondo Giovanni 14,1-6.

Quando uno si sente nel posto giusto si sente a casa. E quando un rapporto è vero lo sentiamo come casa. Una casa nostra dove non si paga per stare e dove uno può anche mettersi in gioco per quello che è, senza maschere e giustificazioni.
E Gesù ci vuole così bene che non ci promette qualcosa di teorico ma ci promette un posto, una casa, un luogo dove abitare e stare insieme. Quindi pregare per questa casa è davvero un modo importante per “curare” i nostri interessi; e quelli dei nostri amici.

Della casa poi non importa dov’è, quale sia la via, a quello provvede Gesù, come quando vai in auto e chi guida guarda la strada e ti porta. Lasciarsi portare da Cristo è essere certi che alla casa si arriva. Sempre.


Lo accennavamo alla fine della scorsa settimana, chiudendo il capitolo quinto: per avere certezza su Gesù, per accogliere la sua risposta alla domanda: “chi sei?” occorre una convivenza e occorre anche un tempo.
Il racconto del “re del Portogallo” è un bellissimo esempio di questo metodo di conoscenza certa. Senza quel silenzio, senza quello scrutarsi a distanza non sarebbe mai nata quella curiosità spalancata a conoscere, … e nessuno avrebbe mai interagito con nessuno.
Interessarci agli altri è quindi un percorso che ha bisogno di un inizio, magari silenzioso, magari diffidente, ma desideroso di una conoscenza vera.
Sapere chi sono i nostri vicini di casa è possibile solo se incominciamo ad interessarci a loro, questo cambia la vita, e crea una Comunità.


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