Martedì 14 luglio 2026

Tre mostriciattoli spelacchiati e torvi.
Sono un paio di giorni che apro la chiesa e, appena uscito dall’ascensore, devo fare i conti con tre piccioni che se ne stanno lì, addormentati e malconci, appollaiati sopra le lastre di marmo a loro volta parcheggiate lì dalla notte dei tempi.
Sono un gran brutto incontro, specie per le loro condizioni. Ma forse è quello che anche loro pensano di me, essendo i primi esseri viventi che incontro nella giornata.
Quello che è certo è che il loro aspetto contribuisce in maniera notevole a “imbruttire” il mio inizio di giornata. Ma loro sono solo una scusa, ci pensavo ieri sera, quei tre uccellacci esaltano il mio pessimo stato d’animo che grazie a loro prende il sopravvento e copre quel principio di giornata dato per scontato.

Vi racconto questa inezia perché mi rendo conto che le cose sarebbero assolutamente diverse se la mia giornata fosse iniziata con un’attesa vera di bellezza e felicità. Basta solo che lo sguardo abbia un punto positivo su cui poggiare e anche le cose “brutte” potrebbero avere un altro peso; e quel punto positivo è accaduto certamente a ciascuno di noi, chiediamo di custodirne la memoria e domandiamo che sia un eterna attesa del suo ri-accadere.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora il Signore Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Vangelo secondo Luca 9,46-50.

Come noi. La smania di essere riconosciuti, la voglia di primeggiare, o se vogliamo essere più crudi: il desiderio del potere è proprio di tutti gli uomini, anche dei migliori. E così i discepoli discutono tra loro su chi sia il più bravo, il discepolo modello.
Gesù a questa tentazione, davvero umana, mette di fronte un bambino, la purezza di chi non ha ancora cominciato a fare i calcoli; i bambini sono così, a loro basta quello che per loro conta, magari nell’istante.
Ma nemmeno questo basta perché subito Giovanni, il preferito, continua con una sua domanda, nella logica del più e del meno: lo capiamo semplicemente per come sottolinea le cose, non “perché non ti segue” ma perché “non ti segue insieme con noi”. Insieme con noi è per Giovanni la sola via per la sequela ma Gesù la riprende la cosa in modo importante: chi non è contro è per voi. Il punto è l’edificazione della sequela di Gesù, il resto è relativo.
Tutto della nostra vita verrà valutato e giudicato da questo passaggio: se siamo tesi a costruire la Chiesa o a difendere la nostra immaginata primogenitura.


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