Martedì 17 febbraio 2026

L’abbondanza.
Era anche ora di pranzo. Ieri ho lanciato, per chi avesse voluto, la possibilità di ascoltare una mia introduzione alla Quaresima, una cosa di mezz’ora, per quelli che stanno ancora studiando come matti per la fine della sessione d’esami. E sono arrivati in molti più di cento.
Invece di tirare il fiato al termine di una mattina di studio sono venuti a stare in silenzio, molti in piedi, con il pranzo in mano, per capire qualcosa di più del tempo liturgico che stiamo per iniziare.
All’inizio ero preoccupato di essere performante, di non stancare e di dire tutto in modo bello, chiaro e semplice, poi mi sono reso conto che tutta quella gente era un dono immenso di Gesù e allora mentre parlavo ho cominciato a chiedere che le mie parole potessero compensare la loro fatica e la loro stima. Non capita spesso a un prete di poter fare un incontro così. Con questi numeri forse nessuno, o quasi, dei preti che conosco ha mai avuto la possibilità di confrontarsi.

Dopo una mezz’ora ho finito con la sensazione addosso di uno stupore meravigliato, per quella abbondanza che è preferenza, di cui io posso solo essere grato e per quel dolce richiamo: “non sei tu che sei capace ma Io che te li mando perchè tu li serva”.
E’ quello che Jannacci una volta chiamò “la carezza del Nazareno”.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Vangelo secondo Marco 12,18-27.

Non conosciamo le Scritture – certamente – nè la potenza di Dio -ancora più certo se intendiamo il fidarci di Lui. Eppure anche in questo caso Gesù non si evita di stare alla situazione e raccoglie la domanda per mostrare a tutti ciò che gli sta a cuore: dire ancora una volta che il rapporto con Dio sta davanti a tutto, in questa vita e nella vita futura.
Così, anche se la domanda resta: “come saranno i rapporti nella vita eterna ?” Abbiamo l’indicazione per imparare a vivere tesi a un futuro che si annuncia come una pienezza per noi inimmaginabile: saremo come angeli!


In un’epoca di grandi fatiche, di illazioni e di pensieri senza freni, spesso di confusione, mi colpisce molto ciò che ha scritto don Giussani su questo svelarsi del mistero: corrisponde a ciò che dice il vangelo! Ai piccoli è rivelato il mistero del Regno!
Per scoprire che il mistero si è incarnato occorre semplicemente che gli uomini si facciano capaci di amare, imparino che il dono di sè è la vera regola per comprendere la realtà e la vita. Solo chi ama può davvero incontrare il mistero che scende tra noi.


Commenti

2 risposte a “Martedì 17 febbraio 2026”

  1. “…ho finito con la sensazione addosso di uno stupore meravigliato, per quella abbondanza che è preferenza, di cui io posso solo essere grato e per quel dolce richiamo: “non sei tu che sei capace ma Io che te li mando perchè tu li serva”.

    Grazie per aver detto “sì “!

  2. GIUSEPPINA

    Grazie don Cesare anche per l’approfondimento sulla quaresima.
    Buona giornata e buon cammino di quaresima. Giusi

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