Mercoledì 15 aprile 2026

Esserci senza esserci davvero.
Ieri nel primo pomeriggio esco di casa per scendere in studio e trovo, seduta sulle scale che si mangia un panino, una ragazzina che conosco e che viene a san Pio per l’aiuto allo studio.
Per non lasciarla lì con un semplice saluto le chiedo come sta e poi, ovviamente, perché è lì da sola a magiare invece che stare con tutti gli altri ragazzi, al che mi farfuglia che lei non avrebbe voluto venire perché i compiti li ha già fatti e non ha nulla da fare. Al che le chiedo perché non è semplicemente rimasta a casa: sarebbe stato certamente più semplice. Lei mi dice che il nonno l’ha portata perché doveva portarla e quello era il suo compito del martedì pomeriggio. E spiegare al nonno che per una volta si poteva restare a casa forse era impresa troppo complicata per quella ragazza.
Così lei è venuta ma si è nascosta perché venisse considerata assente. I familiari l’avrebbero creduta a fare i compiti e gli adulti allo studio l’avrebbero creduta a casa.

Mentre prendevo l’ascensore, dopo averla salutata, avevo la sensazione che anche io talvolta faccia le cose allo stesso modo: per non avere il problema di spiegare ed essere capito faccio di testa mia.
E così non sono più di nessuno.

Ecco perché è triste mangiare da soli sulle scale!


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto».

Vangelo secondo Giovanni 3,1-7.

Altro incontro, con Nicodemo; qui si entra nel complesso: Gesù si avvicina a un uomo che ha delle domande e le prende sul serio, cerca di dare delle risposte che implichino la libertà del saggio. Nicodemo sarà costretto a dire sì a Gesù perché Gesù ha preso la sua libertà e la sua passione per la vita.
Nicodemo non è stato avvinto da un ragionamento perfetto ma da un ragionamento che ha preso dentro lui, la sua vita. E alla vita non si può dire di no.

Nella settimana dopo Pasqua si leggono tanti incontri con Gesù perché ora che è risorto non si può non chiedere che afferri la nostra vita come ha afferrato quella dei suoi primi amici.


Abbiamo qui l’esempio più chiaro di quanto affermato poche righe prima: è il racconto vivo di un incontro, con tratti di memoria che affiorano mentre si spiega ciò che si è vissuto.
Come quando si ricorda, prima viene messo in evidenza ciò che conta: restarono con lui sino a sera, e poi il ricordo che emerge per evidenziare che con Lui erano rimasti tanto tempo, dalle quattro del pomeriggio.
Quello che ha cambiato la nostra vita è quello stare non la semplice memoria dell’istante in cui tutto è accaduto.
Esaltiamo l’istante perchè ci ha introdotti nell’eterno!


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *