V° Domenica dopo il Martirio del Precursore | 27 settembre 2026

In quel tempo. I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Vangelo secondo Matteo (22, 34-40.)


” I farisei, avendo udito che il Signore Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei “
In fondo è sempre la stessa storia: capire da che parte stanno gli uni e gli altri è uno dei grandi problemi degli uomini; sapere cosa pensano quelli che ti stanno intorno, volenti o nolenti è un metro di misura a cui il nostro tempo non ha certo rinunciato. Non è solo una questione dei tempi di Gesù.
“Se Gesù ha dato addosso ai miei avversari allora è con noi”, sembra questo il pensiero dei farisei, e per essere certi pongono a Gesù una domanda che avrebbe certamente indicato da quale parte stava.
Se avesse risposto che il cuore della Legge è tutto nella benevolenza e nella benedizione di Dio che preferisce allora sarebbe stato vicino ai sadducei; se invece avesse messo in risalto che il grande comandamento della Legge è la Legge stessa, allora sarebbe stato dalla parte dei farisei.

Da sempre c’è stato qualcuno che, come si suol dire, ha “tirato per la giacchetta” Gesù; ma Gesù è ben oltre i nostri tentativi di imbrigliarlo nelle nostre corte misure.

” Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tuttalla tua mente “
Con queste parole rimette tutti, farisei e sadducei di allora e di oggi, davanti alla realtà: la Bibbia è la storia d’amore di Dio per il suo popolo, è il racconto dei suoi mille interventi per indurre il popolo eletto ad amarLo.
Così forse dobbiamo rileggere la nostra storia personale; per essere amato Gesù non esita ad inventare la vita, la realtà, il mondo.
Mentre noi cerchiamo di interpretare “secondo noi” la realtà Gesù ci dona tutto per farsi amare.
Perché solo chi si scopre amato sa amare con tutto il cuore, l’anima e la mente.

” Il secondo poi è simile a quello: amerai il tuo prossimo come te stesso “
Secondo non vuol dire che è meno importante; secondo è come dire che è coessenziale (il cuore dà sangue a tutto, ma senza cervello sarebbe solo una pompa irrigatrice).
” Come te stesso “; è facile se si guarda la vita, che quell’amore che Dio investe per farmi innamorare di Lui lo investe per ogni uomo.
Allora ci si accorge che l’altro è come me.


La pesca miracolosa e l’incontro tra Pietro e il Risorto, capitello esterno della chiesa di sant’Andrea a Bourg-Argental, XII secolo.

Era in alto, fuori dalla chiesa, messo un pò di lato ma non per questo non ci sono elementi di rilievo e di preghiera: innanzitutto Pietro davanti a Gesù, le due figure grandi più a destra, ha l’aureola come a riconoscere che già lì era stato preferito e scelto. Secondo: Giovanni, il discepolo prediletto riconoscibile perché senza barba, è posto come più esterno della scena, a sottolineare che la preferenza di Gesù non toglieva il fatto che in una squadra di pescatori lui era l’inesperto, l’ultimo.


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