VII° Domenica dopo il Martirio del Precursore | 12 ottobre 2026

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che e stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Vangelo secondo Matteo (13,3b-23.)


” Perché a loro parli con parabole? “
Come sarebbe bello, e facile, se il buon Dio ci dicesse esplicitamente di cosa ha bisogno e che cosa vuole.
Sarebbe anche più facile dirgli di sì o di no.
Ma Dio sceglie di usare con noi un rapporto mediato, vuole che sappiamo sempre scegliere, vuole la nostra libertà come motore della nostra vita.
Una libertà che però non è quella del momento ma che è frutto della vita, per questo la citazione del profeta Isaia mi pare molto importante per comprendere il brano: ” il cuore di questo popolo è diventato insensibile “.
La prima osservazione: il nostro Dio ci vuole liberi e non semplicemente obbedienti.
Allora diventa immediatamente un’altra: come si mantiene un cuore vivo, sensibile? Che è un pò come chiedersi che differenza c’è tra la folla sulla spiaggia e i discepoli?
Perché tutti loro vedono e sentono le stesse cose, ma alla fine sono davvero su due posizioni diverse.
Per semplificare diciamo che la folla è colpita e curiosa mentre i discepoli hanno deciso di andare dietro per poter capire chi sia davvero Gesù.
In questo modo la folla si trova ad ascoltare senza capire; non hanno mai cercato di capire, loro partecipano e basta.

” Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore “
Alla fine nemmeno ai discepoli doveva essere tutto così chiaro. Gesù spiega loro quello che dovevano aver capito da soli!
Tutto ciò, oltre che dimostrarci che il Vangelo è frutto di un’opera redazionale, ci dice che Gesù comunque, a chi dice sì, spiega in qualche modo la realtà dell’amicizia con Lui.
Nessuno è capace da solo di interpretare con certezza la parola di Dio, solo Dio può, a noi tocca sempre ricorrere alla “lettura” della Chiesa per poter essere confermati nelle nostre sempre parziali interpretazioni.
Perché lo scopo della parola di Dio è far sì che con essa Lo conosciamo, e nessuno conosce Dio da solo.

” Una parte “
La ripetizione di questa parola per ognuna delle quattro situazioni in cui il seme gettato viene a trovarsi, è un altro semplice e interessante elemento di conoscenza: Gesù non specifica quanta parte cade nei vari terreni. Segno che ciascuno seme in origine ha tutte le possibilità di dare il cento per cento.
Tutto dipende dal seme e dal dove cade; per questo preghiamo.


Vincent Van Gogh, Il seminatore al tramonto, 1888, Museo Kröller-Müller, Otterlo

Scelta scontata. Ma per lo studio che fece l’autore sul colore, non tanto sul soggetto. Van Gogh si reca nel sud della Francia per la luce e per la rilevanza che per lui hanno i colori così illuminati.
Trovate richiamo di colore del cielo nella terra e richiami della terra nel cielo.
Ne viene una sola, ovvia, conclusione: il soggetto è il Sole che genera.


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