Giornata concitata quella di ieri.
Era sparito il blog.
L’ho pubblicato ma poi nessuno è più riuscito a vederlo.
Era scaduta una licenza e io, non capendo nulla di queste cose, come di tante altre, ho dovuto chiedere aiuto ai tecnici, e loro hanno sistemato la cosa con un’efficenza di cui li ringrazio profondamente.
Ma in tanti nel frattempo mi hanno scritto preoccupati di ciò che stava accadendo.
Anche di quella trentina di messaggi preoccupati sono grato: ci sono persone per cui l’appuntamento con questi miei pensierini è un aiuto; e io stento sempre a crederlo, mi pare di essere sempre sul confine con la banalità, ma forse questa mia fatica serve.
Come sempre quello che accade è la consapevolezza che dire sì è la cosa più intelligente che si possa fare di fronte alla realtà. A te pare magari poca cosa ma magari a qualcuno serve.
Grazie davvero a chi legge ma ancora di più a chi permette a me di raggiungervi.
dalla liturgia ambrosiana:
MARTEDI’ della V° settimana di PASQUA
In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto veder molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Vangelo secondo Giovanni 10,31-42.
Gesù indica ai farisei che il metodo per conoscerlo è guardare ciò che accade, mentre loro si basano sulle parole e su ciò che pensano.
La violenza nasce poi, quando tutto si gioca nella pretesa che quello che si pensa sia la sola cosa giusta, allora per difendersi cercano di catturarlo per eliminare il problema.Mi colpisce che Gesù “sfugge” al loro disegno e torna in Galilea, non ha bisogno di rischiare la vita, ha bisogno di continuare a incontrare le persone e questo è ciò che accade: molti lo cercano.
Annunciare ciò che abbiamo incontrato deve essere all’origine del nostro fare, del nostro muoverci; ci deve stare a cuore che il maggior numero di persone possa sentir parlare di Gesù, della vita nuova che abbiamo visto fiorire nell’averlo incontrato: tutto è come prima ma tutto è più grande e vero.
Scuola di Comunità 2025/2026
Luigi GIUSSANI,
All’origine della pretesa cristiana
Capitolo quinto
UNA PROFONDITA’ DI CERTEZZA
2. il sorgere di una domanda e l’irrompere di una certezza
Così si domanda a lui chi egli sia. Soltanto che gli amici, quando lui dà la risposta, credono alla Sua parola per l’evidenza dei segni indiscutibili che impongono la confidenza; i nemici, invece, non accettano quella risposta e decidono di eliminarlo.
Convivere con Gesù, vederlo operare prodigi, sentire le parole che dice, con il tempo oltre lo stupore genera anche la domanda: “chi sei”?
Credo sia cosa importante perché a noi spetta la convivenza, mentre la domanda viene da sola e spalanca alla ipotesi di risposta che Gesù dona. E la cosa è importante perché a noi deve stare a cuore solo lo stare con Lui, chi sia e come sia lo si apprende nello stare e non nel cercare di dare spiegazioni teoriche. Parafrasando l’episodio di Emmaus, potremo essere certi della compagnia di Gesù, vivo e risorto, semplicemente perché stando con Lui il nostro cuore “arde” dentro di noi.
Buon martedì,
donC

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