Martedì 5 maggio 2026

Giornata concitata quella di ieri.
Era sparito il blog.
L’ho pubblicato ma poi nessuno è più riuscito a vederlo.
Era scaduta una licenza e io, non capendo nulla di queste cose, come di tante altre, ho dovuto chiedere aiuto ai tecnici, e loro hanno sistemato la cosa con un’efficenza di cui li ringrazio profondamente.
Ma in tanti nel frattempo mi hanno scritto preoccupati di ciò che stava accadendo.
Anche di quella trentina di messaggi preoccupati sono grato: ci sono persone per cui l’appuntamento con questi miei pensierini è un aiuto; e io stento sempre a crederlo, mi pare di essere sempre sul confine con la banalità, ma forse questa mia fatica serve.

Come sempre quello che accade è la consapevolezza che dire sì è la cosa più intelligente che si possa fare di fronte alla realtà. A te pare magari poca cosa ma magari a qualcuno serve.

Grazie davvero a chi legge ma ancora di più a chi permette a me di raggiungervi.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Il Signore Gesù disse loro: «Vi ho fatto veder molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Vangelo secondo Giovanni 10,31-42.

Gesù indica ai farisei che il metodo per conoscerlo è guardare ciò che accade, mentre loro si basano sulle parole e su ciò che pensano.
La violenza nasce poi, quando tutto si gioca nella pretesa che quello che si pensa sia la sola cosa giusta, allora per difendersi cercano di catturarlo per eliminare il problema.Mi colpisce che Gesù “sfugge” al loro disegno e torna in Galilea, non ha bisogno di rischiare la vita, ha bisogno di continuare a incontrare le persone e questo è ciò che accade: molti lo cercano.
Annunciare ciò che abbiamo incontrato deve essere all’origine del nostro fare, del nostro muoverci; ci deve stare a cuore che il maggior numero di persone possa sentir parlare di Gesù, della vita nuova che abbiamo visto fiorire nell’averlo incontrato: tutto è come prima ma tutto è più grande e vero.


Convivere con Gesù, vederlo operare prodigi, sentire le parole che dice, con il tempo oltre lo stupore genera anche la domanda: “chi sei”?
Credo sia cosa importante perché a noi spetta la convivenza, mentre la domanda viene da sola e spalanca alla ipotesi di risposta che Gesù dona. E la cosa è importante perché a noi deve stare a cuore solo lo stare con Lui, chi sia e come sia lo si apprende nello stare e non nel cercare di dare spiegazioni teoriche. Parafrasando l’episodio di Emmaus, potremo essere certi della compagnia di Gesù, vivo e risorto, semplicemente perché stando con Lui il nostro cuore “arde” dentro di noi.


Commenti

11 risposte a “Martedì 5 maggio 2026”

  1. “Portatore sano di Gesù Cristo”: io ti definirei così! E porti un contagio buono ed indispensabile per vivere; il nostro grazie per il tuo sì non sarà mai abbastanza. Un abbraccio

  2. MariaGraziaMinelli

    Meno male che ci sei!Il tuo buongiorno mi dà la sveglia, mi richiama,mi conforta.Grazie!

  3. Carmen

    Anche da Mosca ti seguo anche se ieri ho pensato che eravamo sconnessi. I tuoi pensieri sono un grande input per la giornata. Grazie!!!

  4. Buongiorno, anche io mi sono preoccupata perchè il blog mi aiuta a vivere bene e giudicare la mia giornata

  5. Confermo che le tue riflessioni aiutano e molto. Piccole chicche che aprono la giornata riempiono di pensieri positivi. Grazieeee.🙏

  6. “A te pare magari poca cosa ma magari a qualcuno serve.”
    Don Cesare a me serve!!!!! Grazieeeee

  7. Abbiamo bisogno di ‘pensierini’,
    di parole che sappiano rispondere alla loro vocazione…

    alla nostra vocazione.

  8. Grazie donC. Ben ritrovato Sono anch’io fra quelli che ieri si sono preoccupati di non trovarti nel nostro incontro quotidiano. È un momento importante di giudizio e di crescita non solo per me ma anche per i numerosi amici con cui ti condivido
    Carla

  9. Claudio Cogorno

    Quel che chiami banalità in realtà e la capacità di vedere nelle piccole o grandi cose della quotidianità quel che rimanda a Lui
    Ciao
    L’abitudine di leggerti mi sottrae alla dimenticanza e alla distrazzione

  10. GABRIELLA

    Anch’io ti ringrazio, don Cesare, per la tua fedeltà a questo momento quotidiano che ci aiuta a guardare la giornata che si apre, con sguardo positivo e intelligente…
    Il plurale è perchè condivido i tuoi messaggi con alcune amiche.
    Gabriella

  11. Meno male sei tornato
    Ti seguo dall’inizio del covid e per me sei di grande aiuto
    Grazie

Rispondi a Carmen Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *