Mercoledì 11 marzo 2026

Vita di coppia.
Per questa settimana ospito in casa un ragazzo etiope che, venuto dal suo paese a Milano per un corso di ingegneria, è stato bellamente derubato e si trova quindi qui senza più nulla.
A lui ho già accennato per via del fatto che la generosità di molti mi ha davvero colpito molto; per la grande disponibilità di molti possiamo garantirgli di continuare a stare qui, studiando e facendo esami.
Adesso per una settimana è da me.

Preparando il suo arrivo, essenzialmente la stanza e il bagno, mi sono sorpreso a preparare con la cura e la passione come per l’accoglienza di un Altro. Anche andare in casa la sera chiede un’attenzione, come lo svegliarsi la mattina chiede una cura silenziosa, …
Mi sono quindi sorpreso a pensare che sarebbe davvero bello poter vivere così la casa, anche da solo, come il luogo della presenza di un Altro. Pensate che cura, che attenzione e che devozione ad ogni singolo elemento della casa stessa. Ci sarebbe una sacralità per cui mi è più chiara quella frase che il don Gius volle che fosse appesa in tutte le abitazioni dei “memores Domini”: la casa è il luogo della memoria.

Non è un luogo dello sforzo del ricordare, della vita che ha una regola, è il luogo dove c’è fisicamente Colui che ti sta pensando ora, che ti sta donando questa giornata.


dalla liturgia ambrosiana:

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Vangelo secondo Matteo 6,19-24.

Come si fa a non accumulare tesori sulla terra? Come si può non avere nulla per sè? Sembra umanamente impossibile e comunque è durissimo: la ricchezza è il desiderio di quell’infinito che poi prende le forme più disparate, c’è la ricchezza economica, c’è quella della sociale, c’è quella affettiva, quella politica, … i nostri desideri portano in sè, come esito naturale, il desiderio della ricchezza.
Ma a Gesù non è questo che interessa, a lui interessa farci capire che ogni ricchezza è una preferenza non data a lui, e questo, quando ce ne accorgiamo, è un dolore anche per noi.
Davvero Gesù ci avvisa che lui deve essere “l’unico necessario”.
E a noi tocca chiederlo.


Abbiamo un documento scritto ma di che cosa si tratta? Come può essere che un testo riveli la pretesa del mistero di rivelarsi a noi? Perché il nostro interesse per i vangeli non è legato ad altro che alla loro capacità di metterci davanti all’irrompere del mistero dentro la nostra vita, di allora e di oggi.
Altrimenti, se i vangeli fossero solo il racconto della vita di Gesù, potremmo facilmente relegare la loro storia nell’ambito dei romanzi o, peggio, delle favole. Mentre i vangeli nascono con un compito ben preciso: annunciare che il mistero si è affacciato alla vita degli uomini.
Ed è per questo che quando ne terminiamo la lettura diciamo: “parola del Signore”.


Commenti

3 risposte a “Mercoledì 11 marzo 2026”

  1. La memoria è un altro dono della vita. Credo sia davvero una Presenza. Un altro modo di dirti che la vita c’è. È con te.

    Si, un luogo dove incontrarlo.
    Come dici tu.

    Ciao

  2. “Lasciagli tutto lo spazio perché possa sorprenderti”
    Questo il consiglio di un amico a una amica in difficoltà.
    Mi chiedo se non sia un po’ come preparare la casa: lasciargli lo spazio.
    Buona giornata

  3. GABRIELLA

    Bellissima foto. Grazie!

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